Il Tirreno

Un cappio e minacce sul manifesto leghista

di Maria Meini
Un cappio e minacce sul manifesto leghista

Lorenzo Gasperini, candidato alle regionali, denuncia l’intimidazione «Vogliono spaventarmi perché martedì verrà Salvini, ma io non ho paura»

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CECINA. Un cappio e una scritta: “A testa in giù”, tracciati con una vernice chiara sul manifesto che annuncia l’incontro pubblico di martedì 21 aprile a Cecina con il leader del Carroccio Matteo Salvini e il candidato alle regionali per la Lega nord, Lorenzo Gasperini, consigliere comunale di Cecina insieme. Sui loro faccioni le minacce sbiadite, anche se scritte in lettere cubitali, e una falce e martello tracciati poco distanti.

Il cartellone imbrattato, sei metri per tre, è sistemato all'inizio di viale della Repubblica. «Se credono di spaventarmi con le minacce, si sbagliano - commenta Gasperini -. Chi fa politica in questa terra di pensiero unico, di furore rosso, di violenza psicologica prima che fisica, ha già messo in conto di dover imparare a sorridere di fronte alla miseria di chi ha idee talmente deboli da non riuscire a stare di fronte a quelle degli altri».

Il giovane consigliere comunale non ci sta ad essere minacciato e annuncia che sporgerà denuncia contro ignoti. Ma prima ancora delle querele attacca duramente gli autori del gesto intimidatorio, forse una bravata che ha comunque toni irricevibili. E posta sul suo profilo facebook la foto del manifesto imbrattato con la frase: “Ecco la prima minaccia di morte”.

«Mi attaccano perché porto a Cecina, in questa periferia della periferia toscana, Matteo Salvini. Gli ho chiesto di venire perché c’è bisogno di guardare in faccia la realtà», dice Gasperini. E, rivolto agli autori delle scritte, aggiunge: «Che si tratti di uomini fondamentalmente privi della giusta dose di virilità per poter affrontare una battaglia è dimostrato dall'incapacità di mostrarsi, di firmarsi col loro nome, dal bisogno di nascondersi sotto una falce rubata al mondo contadino e un martello rubato ai falegnami. Sporgerò denuncia perché non si sa mai che gli scemi possano diventare fastidiosi a lungo andare, e aspetto il fantomatico patibolo. Per il momento il consiglio che do a questi sinistri signori è di utilizzare una bomboletta scura e non oro per la prossima volta che minacceranno qualcuno, perché così non si legge. Li vedo un po' in difficoltà dal punto di vista organizzativo».

E ancora: «Le Br, che pure erano composte da ragazzoni che si prendevano troppo sul serio e infarciti di cattiva filosofia, almeno cromaticamente se la cavavano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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