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Gli fu amputata una gamba, ora è un campione

Paolo Federighi
Leonardo Filaroni sulla sua bici da corsa
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Leonardo Filaroni sulla sua bici da corsa

San Vincenzo. Ha vinto la sua sfida Leonardo Filaroni: a 17 anni per una malattia perse un arto, il ciclismo lo ha salvato. «Le complicazioni sono dovute all’ignoranza della gente»

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SAN VINCENZO. La gara con la vita l’ha vinta da quando aveva 17 anni. Ma sabato 11 aprile ha vinto anche la sua prima gara da ciclista diventando campione regionale su strada della categoria diversamente abili. Il giorno dopo ha fatto il bis vincendo la cronometro: bicampione regionale a 53 anni, al debutto. Leonardo Filaroni, classe ‘62, sanvincenzino, è da molti anni dipendente comunale nel suo paese. Al lavoro e alla famiglia, accompagna le sue mille passioni, dalla pesca alla fotografia, al collezionismo di foto antiche del suo paese fino all’informatica. Nel 1979, a soli 17 anni d’età, gli viene diagnosticato un osteosarcoma maligno. Nessuna alternativa: la sua gamba sinistra viene amputata.

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 «È chiaro – dice Filaroni – che da quel momento la mia vita sia cambiata. Ma non necessariamente in peggio. Ho appreso a vivere giorno per giorno, a non fare programmi e a non dar peso alle cose futili. I limiti motori hanno amplificato le percezioni nei confronti degli altri, migliorando i rapporti sociali». Che aggiunge: «Da allora, il mio carattere è cambiato e ho iniziato a dire sempre tutto quello che pensavo. Prima del ‘79 non ero così». Carattere forte e schietto, Leonardo Filaroni ha deciso dodici anni fa di iniziare ad andare in bicicletta. «A livello sociale – sostiene – la vita è più complicata per l’ignoranza della gente. La disabilità è soltanto mentale e culturale». Il neo campione regionale si muove con le sue stampelle o in bicicletta. «La gente non mi ha mai fatto sentire diverso perché io non mi sono mai sentito tale e non ho mai fatto pesare il mio problema». L’astio nei confronti della vita è rimasto, ma la vendetta, tuttavia, Leonardo se la prende attraverso il ciclismo. «Dal problema che ho avuto – racconta – ho tratto una grande voglia di rivalsa nei confronti della vita. Andare in bici è solo uno dei tanti modi per dire alla vita che posso fare tutto».

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A giugno parteciperà ai campionati italiani di ciclismo per diversamente abili, ed è tenuto d’occhio dallo staff della Nazionale. «Le Paralimpiadi? Vediamo. C’è da considerare che ci sono dei giovani in Italia che potrebbero essere più forti di me. Dipende da come andranno i campionati italiani». Non ha fatto allenamenti mirati, ma ha potuto contare sul Cycling Team San Vincenzo, società che egli vuole ringraziare profondamente per avergli messo a disposizione il supporto umano, quello tecnico e i materiali, e con la quale si allenerà da qui a giugno in vista dei campionati nazionali. Ma soprattutto, ringrazia la moglie Donatella e i suoi amici di pedalata. Di San Vincenzo, che egli ama e al quale ha dedicato e sta dedicando mostre fotografiche di immagini antiche tratte dalla sua grande collezione, sta apprezzando il sensibile miglioramento nell’attenzione ai disabili. «A San Vincenzo – afferma Filaroni – l’attenzione per i disabili sta migliorando davvero molto ultimamente». E conclude: «Ultimamente sono stati fatti gli scivoli su molti marciapiedi, e a breve saranno sistemati gli accessi alla spiaggia. In Italia la situazione è buona al settentrione, ma niente di paragonabile ai Paesi del centro e nord Europa, esempi eccezionali di civiltà». Adesso qualche boccone e a pedalare. Perché la strada è giusta. E Leonardo Filaroni la sta indicando.

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