Il Tirreno

Fermato nella notte, sospettato d’omicidio

Nei guai per aver derubato una transessuale, potrebbe aver assassinato la prostituta trovata tra Migliarino e Torre del Lago

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ROSIGNANO. La prima notizia è che c’è un fermo per la rapina a una transessuale. La seconda è che il giovane finito in manette potrebbe essere l’autore dell’omicidio della prostituta nigeriana conosciuta come Grazia e trovata morta alla Bufalina, nella pineta tra Migliarino e Torre del Lago, alla fine di marzo. Secondo indiscrezioni provenienti da ambienti investigativi, la svolta nelle indagini sul delitto si è compiuta o comunque è vicinissima. Questione di giorni, forse addirittura di ore.

Il fermo. Tutto parte da un fermo che i carabinieri del Nucleo investigativo di Pisa e della Compagnia di Cecina hanno formalizzato a carico di un marocchino di 28 anni, il quale è sospettato di aver rapinato una transessuale (le fu rubato l’iphone) nella pineta di Migliarino nel gennaio scorso. Il nordafricano è stato rinchiuso nel carcere di Livorno in attesa della convalida del fermo. I militari lo avevano individuato da tempo, ma hanno impiegato settimane per riuscire a localizzarlo. Lunedì scorso lo straniero è stato rintracciato sulle colline dietro a Rosignano, dove in nottata è scattato il blitz che l'ha portato in carcere.

Sospetti. L'uomo finito nei guai potrebbe essere il responsabile del delitto della nigeriana: Iriagbonse Eghianruwa, uccisa in pineta con dieci coltellate. Da tempo i carabinieri ipotizzano che ad ammazzare la straniera sia stato uno sbandato, nordfaricano, cliente abituale. Le telecamere del supermercato Coop di Torre del Lago hanno ripreso un uomo che acquista una bottiglia di birra. E proprio una bottiglia di birra è stata trovata nel luogo del delitto. Un indizio che si aggiunge ad altri. Solo il riscontro del dna potrebbe dare la certezza che i carabinieri da tempo stanno inseguendo.

Accertamenti. È probabile che uno dei prossimi passi sul fronte investigativo sia quello di comparare il dna del giovane marocchino con quello rilevato sulla bottiglia di birra rinvenuta sul luogo dell’omicidio. Inoltre si cercherà di confrontare le foto scattate in caserma al marocchino fermato con un fotogramma ripreso da una telecamera presente sull'Aurelia, nei pressi del luogo dell'omicidio, su cui da settimane stanno lavorando gli investigatori di Pisa e che mostra uno straniero molto somigliante a un marocchino già denunciato per una serie di rapine compiute in Versilia. Le immagini in possesso della procura raccontano di due persone che passeggiano in direzione della Bufalina e gli inquirenti sospettano che uno dei due possa essere il killer della prostituta.

Indagini. Fin dai giorni successivi al delitto le indagini si sono concentrate su un fronte preciso: ovvero il microcosmo degli sbandati, che si muovono senza lasciare tracce e trovano riparo in luoghi occasionali per trascorrere la notte. L’assassinio di Eghianruwa, 45 anni, madre di quattro figli e nonna, domiciliata a Empoli, si colloca in quel mondo di sommersi difficili da identificare senza residenze certe, frequentazioni abituali o luoghi di lavoro. Fin dall’inizio l’ipotesi è stata quella del cliente, che dopo il rapporto ha cercato di rapinare la donna e alla sua reazione ha infierito con dieci coltellate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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