Il Tirreno

Pizzech insegna l’arte a Beirut

di Federica Lessi

Il corso terminerà con l’allestimento di “Così fan tutte” al teatro nazionale

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CASTIGLIONCELLO. Partirà per Beirut il 25 aprile, per un percorso formativo di tre settimane con giovani attori e cantanti, che terminerà nell'allestimento al teatro nazionale di “Così fan tutte” di Mozart dal 13 al 15 maggio. Il regista di Castiglioncello Alessio Pizzech si prepara a compiere un'esperienza esaltante per il suo lavoro, che lo porterà nella città orientale mosaico di storia, culture e religioni con un'opera buffa di ambientazione italiana.

A soli 45 chilometri da Damasco, teatro della guerra in Siria, per insegnare l'arte del palcoscenico e la lirica a giovani provenienti dai conservatori della zona ma anche europei.

«A Beirut sono stato l'anno scorso con l'allestimento di “Cavalleria rusticana” - racconta – è una città internazionale che trasmette una grande energia e molto controllata. Sarò nel quartiere cristiano maronita, ma in ogni caso si sente che la situazione è molto particolare. Comunque un anno fa sono stato bene, mi ricordo pure l'ottima cucina!».

Come è nata questa nuova collaborazione?

«È una produzione del conservatorio di Beirut - spiega Pizzech - e di Tarfik Maatouk che è direttore d'orchestra e responsabile dell'insegnamento di canto lirico. Il conservatorio, supportato dall'Istituto Italiano di Cultura e dall'ambasciata italiana, è promotore e produttore di questa iniziativa che si svolgerà al teatro nazionale, unico teatro in città ricostruito dopo la guerra».

In cosa consiste il lavoro? «È una via di mezzo - dice - tra produzione e formazione teatrale. Sono tre settimane intense in cui lavoro con attori e cantanti insieme, affrontiamo il corpo, la recitazione e poi faccio il passaggio con i cantanti finalizzato alla messa in scena dell'opera, che sarà ridotta a due ore perché lì il pubblico non è ancora abituato agli allestimenti impegnativi».

Come è composto il gruppo di attori e cantanti?

«C'è stato uno scambio di allievi tra conservatori - spiega Pizzech - per cui sarà un ensemble molto eterogeneo. Ci saranno cantanti libanesi che studiano canti arabi e canti lirici, infatti in questi paesi si sta formando una nuova generazione di cantanti che va oltre la tradizione locale. Uno dei ragazzi di Beirut è già venuto in Italia per l'allestimento del “Barbiere di Siviglia”. Con loro ci saranno anche due norvegesi e due italiane».

Cosa ha di speciale questo lavoro?

«Ho avuto un'esperienza simile di laboratorio con cantanti per “Così fan tutte” al teatro Goldoni di Livorno nel 2013. Ma questa volta il contesto è così diverso, la bellezza di questo lavoro è che ti permette di incontrare mondi molto lontani. Inoltre “Così fan tutte” è un'opera giovane, gli interpreti sono tutti giovani e con il loro contributo di autori sapranno rinnovarla e renderla attuale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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