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Sanità, i dubbi Fials sulle assunzioni dell’Asl
La segreteria: «Tra maggio e settembre manderà a casa oltre 90 dipendenti a tempo determinato»
CECINA. Non tornano i numeri. Meno posti di lavoro e una decisione unilaterale assunta dal direttore generale dell’Asl 6 di Livorno, Eugenio Porfido, in materia di assunzioni che per la segreteria provinciale Fials «è una evidente condotta antisindacale perché viola il verbale di raffreddamento del conflitto sottoscritto il 14 aprile nel 2014 che prevedeva il completamento del turn over per gli anni 2013- 2014 e la discussione sul piano assunzioni».
Il sindacato Fials non ha dubbi: «Tra maggio e settembre l’Asl 6 manderà a casa oltre 90 dipendenti a tempo determinato tra cui infermieri, operatori socio sanitari, ostetriche, terapisti, con conseguenze disastrose per l’erogazione dei servizi a cui si somma la perdita di un patrimonio professionale acquisito negli anni».
Daniela Boem della segreteria provinciale Fials cita la delibera aziendale sul “Piano occupazionale del personale del comparto 2015” e la bolla come «palese azione propagandistica, che nasconde la reale perdita di posti di lavoro». E aggiunge: «Nella delibera si richiama la determinazione 174 del 19 aprile 2013 della precedente gestione aziendale che si impegnava al mantenimento della consistenza del personale del comparto del 2012 in quanto ritenuta funzionale al mantenimento dei servizi e delle prestazioni erogate. L’attuale direttore generale è andato ulteriormente al di sotto di queste previsione».
Chiuso il bilancio di esercizio 2013 riducendo la spesa del personale di 1.613.577 euro rispetto il 2012, passando da euro 200.310.405 a 198.687.828 e nel bilancio di previsione 2014, il consuntivo 2014 non c’è ancora, ha ulteriormente tagliato di circa 400.000 euro. «Le evidenti situazioni di criticità lavorativa che abbiamo denunciato, per esempio nei pronto soccorso, nelle medicine, nelle attività territoriali, sono la evidente conseguenza della scelta aziendale di tagliare sul costo del personale – sostiene Boem –. Per questa ragione è una scelta pericolosa e contradditoria fare cessare i contratti di lavoro con il 30 settembre sostituendoli (senza certezza nei tempi, manca ancora la graduatoria di un bando per mobilità scaduta a ottobre 2014) con rapporti di lavoro tempo indeterminato. Questa operazione non è assolutamente sufficiente per raggiungere quanto meno la quantità di personale in servizio nel 2012. Quindi oltre a mantenere i precari in servizio ci sono altri due milioni di euro che l’Asl 6 può spendere per ulteriori assunzioni. Se poi valutiamo che l’Azienda è molto al di sotto, circa 6 milioni di euro, al tetto di spesa per il personale consentito dalla normativa nazionale riteniamo che questa direzione ha in progetto di ridimensionare drasticamente parte della sanità pubblica livornese all’interno della nuova “mega” Asl che da luglio vedrà sparire la Asl 6 all’interno di un territorio che andrà dall’Elba a Massa Carrara».
Per la segreteria Fials ci sono le disponibilità economiche e gli strumenti normativi «per garantire ai precari che hanno superato i 36 mesi di contratto di proseguire il loro rapporto di lavoro e a coloro che hanno in scadenza il primo incarico di lavorare per altri 2 anni». E conclude: «Intendiamo difendere i posti di posti di lavoro con le azioni di lotta e agendo nei confronti delle istituzioni, sindaci compresi, che nei fatti ci risulta stiano condividendo le azioni di una gestione aziendale che si è dimostrata fallimentare».
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