Il Tirreno

Tornerà a suonare l’antico organo di S. Lorenzo e Agata

Guardistallo, completato il restauro iniziato nel 2013 Il parroco don Burlacchini: «Grazie all’intera comunità»

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GUARDISTALLO. Per don Piero Burlacchini e tutta la comunità di Guardistallo non sarà un pomeriggio come gli altri, perché oggi (ore 17.30) nella chiesa dei Santi Lorenzo e Agata, l’organo tornerà a suonare. I lavori, iniziati il 29 luglio 2013, sono terminati da poco. Alla fine di gennaio i fratelli Paolo e Raffaele Marin, che hanno seguito l’intervento nel laboratorio di Lumarzo, lo hanno ricomposto accanto all’altare. Chi lo ha visto è rimasto affascinato tanto è maestoso. Don Piero parla con la voce rotta dall’emozione, perché rivedere lo strumento in funzione è un sogno realizzato. Questo gioiello in legno, costruito nel 1838 da Giosuè Agati e dai suoi figli, originari di Pistoia, per la comunità è un simbolo. In disuso dagli anni Cinquanta del secolo scorso, era in pessime condizioni. Tanto che, durante l’ultima visita pastorale, è stata presa la decisione di restaurarlo, affidandolo alla ditta Marin in provincia di Genova. Non è stata un’operazione semplice, in quanto l’organo ospita sulla sommità ben 748 canne lignee e di metallo. Senza considerare i 23 registri ai quali sono stati aggiunti i campanelli, i rosignoli e la banda turca, un complesso comprendente la grancassa, il piatto e il cappello cinese completo di 36 campanette in bronzo in fusione. L’unione ha fatto la forza: a proporre il restauro, don Piero in collaborazione con i componenti dei consigli pastorali e degli affari economici sotto la supervisione di Amedeo Mercurio, responsabile di zona della soprintendenza di Pisa, del maestro Antonio Galanti e di Andrea Falorni (ufficio beni culturali ecclesiastici della diocesi di Volterra). A contribuire, oltre alla Conferenza episcopale italiana, la Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, il Comune, alcune associazioni del paese e soprattutto molte famiglie con le proprie offerte. Il parroco, con parole semplici, ringrazia di cuore chi ha creduto nel recupero di uno strumento che, forse nell’arco di poco, sarebbe andato perso. Invece, due anni dopo l’inizio dell’intervento, può di nuovo accompagnare con musica soave le liturgie che si svolgeranno in chiesa oltre ai concerti di musica classica. Il lavoro, perfetto, gli ha restituito l’antico splendore ottocentesco. A suonarlo, di fronte ai fedeli e agli appassionati, alle 18, sarà proprio il maestro Galanti, che eseguirà sulla tastiera melodie di autori del 1700 e 1800. Un’occasione per scoprirne le particolarità attraverso il timbro. Inoltre, per rendere onore a un pomeriggio già parte della storia di Guardistallo, la parrocchia presenterà una piccola pubblicazione contenente la storia dell’organo, corredata da fotografie che ne riassumono le operazioni. Nelle prime pagine, l’intervento del vescovo di Volterra Alberto Silvani, molto soddisfatto.

Michele Falorni

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