Il Tirreno

La guerra dei camper diventa un caso nazionale

La guerra dei camper diventa un caso nazionale

L’associazione italiana dei caravan contro le misure per gestire la sosta in estate «Rimuovere subito le sbarre su via della Pineta, assurdo il pagamento di tariffe»

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CECINA. Torna la guerra dei camper, dopo che il Comune ha istituito una serie di divieti su via della Pineta. Così quello di Cecina diventa un caso italiano.

Tanto che l’associazione nazionale coordinamento camperisti protesta, chiedendo che vengano tolti, in quanto illegali. Lo stesso per le sbarre ad altezza ridotta piazzate in alcuni accessi.

Nel dettaglio, l’associazione camperisti fa sapere che l’amministrazione cecinese ha messo «il divieto di transito ai veicoli di larghezza superiore a 2 metri in via della Pineta installando sbarre ad altezza ridotta dalla sede stradale». Una manovra che chiaramente punta a bloccare l’arrivo dei camperisti, che invece dalla primavera affollano tutte le strade limitrofe alla pineta.

«Inoltre - si legge in una nota dell’associazione - nel parcheggio nei pressi del parco acquatico, le autovetture possono sostare gratuitamente a differenza dei caravan per cui è prevista una tariffa giornaliera». Una scelta che secondo i camperisti va a ledere i loro diritti.

Una guerra, quella fra il Comune di Cecina e i camperisti, che va avanti quasi da un anno. Già dal 2014, infatti, l’associazione nazionale coordinamento camperisti aveva fatto i propri passi per chiedere al Comune cecinese la corretta applicazione delle norme in materia di viabilità dei caravan.

«Il 25 agosto 2014 - si legge in una nota dell’associazione - l’associazione nazionale coordinamento camperisti chiede al Comune di Cecina di trasmettere il provvedimento istitutivo del divieto di transito per larghezza». Il Comune risponde il 2 settembre, trasmettendo l’ordinanza n. 29/2014 istitutiva del divieto di transito ai veicoli di larghezza superiore ai 2 metri in via della Pineta». L’associazione non ci sta, e comincia una vera battaglia contro le restrizioni stabilite dall’amministrazione cecinese.

È il 5 novembre scorso quando l’associazione camperisti chiede al Comune di revocare l’ordinanza «ravvisandone molteplici profili di illegittimità». Nessun cambiamento per molti mesi, fino al «10 aprile scorso quando, a seguito di ulteriori segnalazioni ricevute, l’associazione nazionale coordinamento camperisti apprende che il Comune di Cecina ha installato sbarre ad altezza ridotta dalla sede stradale in via della Pineta». Non solo, visto che l’associazione scopre come nei pressi dell’Acquavillage le autovetture possono sostare gratuitamente a differenza dei camper, per la cui sosta è previsto un pagamento giornaliero.

Chiaro che l’associazione camperisti chiede ufficialmente al Comune di Cecina di «rimuovere le sbarre ad altezza ridotta dalla sede stradale in via della Pineta e di fornire il provvedimento istitutivo del parcheggio nei pressi del parco acquatico».

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