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Lo storico Leonetti alla Camera

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Cecina, l’impegno per riabilitare la memoria dei soldati della Grande guerra

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CECINA. Damiano Leonetti non è solo uno storico e ricercatore appassionato, ma è anche impegnato in prima persona per riabilitare la memoria dei soldati della Grande guerra condannati per viltà davanti al nemico e passati per le armi. Infatti tra le iniziative per il centenario della guerra sarà presentato un disegno di legge per restituire dignità ai soldati italiani condannati da processi militari come traditori.

Il 2 aprile alla Camera dei deputati è stata illustrata alla stampa la proposta di legge recante “Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima guerra mondiale”, di cui è primo firmatario il capogruppo Pd alla Commissione difesa Gian Piero Scanu, ma che gode di un consenso trasversale tra le forze politiche (la sostengono circa 50 deputati). Tra gli invitati a riportare eventi significativi c’era anche Damiano Leonetti, l’ingegnere pisano residente a Cecina. Proprio ad uno di questi episodi, che ha scovato tra gli archivi, è dedicato il suo ultimo libro “Alpini alla sbarra” (Editore Gaspari). Leonetti racconta la vicenda di due compagnie che a ferragosto 1915 si rifiutarono di combattere contro gli austriaci, furono processati dal tribunale militare e 28 furono condannati finché l’amnistia del 1916 li salvò.

«La proposta di riabilitare la memoria di questi soldati uccisi per reati contro la disciplina militare o accusati di tradimento è un passo di grande civiltà – dice – che paesi come Canada, Nuova Zelanda, Francia e Gran Bretagna hanno già fatto considerandoli “caduti in guerra”». Per questo Leonetti è tra i firmatari di un appello al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e ai ministri della Cultura, della Difesa e della Giutizia per la riabilitazione dei soldati insieme a molti esponenti della società civile e del mondo della cultura. L’appello si basa sugli stessi argomenti della proposta, e punta sul fatto che la questione esca dal puro ambito militare per essere considerata patrimonio civile della nazione.

Federica Lessi

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