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L’imprenditore Mariotti contro le maggioranze Pd

L’imprenditore Mariotti contro le maggioranze Pd

CASTAGNETO CARDUCCI. Si è rivolto al Tar della Toscana per sbloccare le autorizzazioni al progetto di coltivazione della cava di marmo Broccatello della Gherardesca, al confine tra i comuni di...

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CASTAGNETO CARDUCCI. Si è rivolto al Tar della Toscana per sbloccare le autorizzazioni al progetto di coltivazione della cava di marmo Broccatello della Gherardesca, al confine tra i comuni di Castagneto Carducci e San Vincenzo. Ma l’amministratore della Marmi di Maremma Riccardo Mariotti non manca di strigliare le due amministrazioni che a suo dire temporeggiano su un progetto che insiste su un’area di cava attiva fino al 1989.

«Un progetto di promozione del territorio per dar lustro ai comuni e un’opportunità nuova di lavoro». Di questo è convinto Mariotti, che aggiunge: «In estate la cava sarà chiusa e si potrebbero organizzare visite guidate e concerti nell’anfiteatro marmoreo –spiega Mariotti –. Le cave si trovano alle pendici di tre monti, nelle vallate delle Dispense e delle Rozze. Monti che ne impediscono la vista da ogni punto cardinale. E in quella zona meridionale del comune di Castagneto l’unica attività umana nelle vicinanze è rappresentata dalla enorme cava di detriti e calcari di proprietà Solvay».

Il piano. «Il piano prevede un’attività di cava di poco superiore ai 2.000 metri cubi, a fronte dei 120.000 inseriti nel Piano provinciale delle attività estrattive (Paerp) – spiega –. È previsto il transito di soli due camion a settimana che trasporteranno i blocchi di marmo. Mezzi non entrano nel paese in quanto escono nella zona dell’hotel Santa Caterina e prendono immediatamente la Variante Aurelia in direzione nord. Purtroppo una così modesta attività non potrà coinvolgere più di dieci o dodici operai oltre all’indotto dei trasportatori».

Lo scontro. Ma la guerra si gioca sui tavoli del partito di maggioranza, il Pd. Mariotti non risparmia nessuno e attacca le amministrazioni. «Ritengo veramente faziosa e scorretta l’informazione divulgata da parte del Comune di San Vincenzo che va ad attribuire a questo transito un danno per le attività turistiche – sostiene Mariotti –. Sarebbe più utile che si preoccupasse dello stato di abbandono del palazzo comunale, al centro del paese e davanti al porto. Per non parlare dell’ecomostro, residuo dell'attività della Solvay e abbandonato da decenni». Che aggiunge: «Il bello è che i detrattori del progetto sono gli stessi politici e amministratori che durante il periodo di approvazione degli strumenti urbanistici, di programmazione delle attività estrattive, non hanno mai mosso nessuna critica all’inserimento di dette aree tra quelle dei giacimenti coltivabili. Inoltre, il geologo Antonio Muti, che non perde giorno per attaccarci sul blog del Comitato per Campiglia, e l’attuale sindaco di Castagneto, che stringe accordi coi colleghi di San Vincenzo per impedire il passaggio dei camion e convoca consigli comunali e giunte per esprimere la contrarietà politica, erano rispettivamente capogruppo e segretario del Pd castagnetano.

La rinuncia. «Spero si prenda coscienza – conclude – che è un fatto gravissimo, in momenti così difficili per i lavoratori ma anche per gli imprenditori, che i nostri amministratori tentino di impedire una attività sancita da leggi e strumenti di programmazione approvati: questo genererà insicurezze e determinerà l'abbandono dei pochi progetti in ponte sul nostro territorio».

Divina Vitale

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