Il Tirreno

Soccorso in extremis ma il delfino non ce la fa

Soccorso in extremis ma il delfino non ce la fa

Arenato sulla spiaggia della Conchiglia il raro esemplare di grampo ha lottato a lungo

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SAN VINCENZO. Non ce l'ha fatta il cucciolo di delfino spiaggiato. Ha lottato per oltre otto ore, il grampo (un raro cetaceo della famiglia Delphinidae) che si è spiaggiato ieri mattina alle 9,30 sull'arenile un chilometro a nord della Conchiglia, in zona Bucaniere a San Vincenzo. Ancora alle 17 le operazioni per cercare di salvarlo erano in pieno svolgimento, nonostante le speranze si fossero affievolite. Il cetaceo è stato soccorso dai veterinari dell'Asl, dai medici dell'Arpat Area Mare di Livorno e dalla Delegazione di Spiaggia della Capitaneria di San Vincenzo (i primi ad aver ricevuto la segnalazione di una turista la mattina e ad essere intervenuti), intervenuti insieme al Nucleo subacqueo dei Vigili del fuoco (che ha tentato in tutti i modi di riaccompagnare il grampo al largo) e agli agenti della Polizia municipale sanvincenzina. Anche il sanvincenzino Fabio Caso, lì con il figlio, ha partecipato alle operazioni di salvataggio fin dalla mattina. A Caso si sono aggiunte molte persone. Nel pomeriggio, la spiaggia era letteralmente gremita di persone, in ansia per la sorte del cetaceo. Ogni volta che il grampo sembrava prendere il largo, avanzava in mare aperto per poche centinaia di metri e poi tornava a riva. Una, due, tre, quattro volte. Gli aiuti e i tentativi, a tratti, parevano poter condurre a risultati positivi. Ma così non è stato. È stata commovente la mobilitazione per salvare questo cetaceo. Commovente la sua lotta. Il grampo, o delfino di Risso, è un mammifero di color grigio scuro il cui capo è senza rostro, con la fronte bombata e un solco a forma di V nel mezzo alla fronte stessa. Ha la pinna dorsale quasi a metà del corpo e le pinne pettorali lunghe e appuntite, ha pochi denti e si nutre soprattutto di calamari. Non sono rari nel mar Mediterraneo. Sui social network, sono state moltissime le persone ad informare e a chiedere informazioni sulle condizioni del grampo. C'è chi ne ha filmato l'agonia, nella speranza di aver presenziato ad una triste storia ma a lieto fine. Dalla Capitaneria però avevano dato poche speranze. Alla fine, i veterinari hanno deciso che non c'era più niente da fare, che la vita sarebbe scivolata via sulle onde. Solo questione di tempo, un tempo che sarebbe stato soltanto sofferenza immane. Per questo hanno deciso di fargli un'iniezione letale, per placarne l'insopportabile agonia. Alla fine un mezzo comunale porta via l'imponente carcassa dell'animale. A seguirla, decine di persone che, con i loro cellulari, lo fotografavano da destra, da sinistra, dall'alto, in primo piano, in figura intera.

Una triste storia. Dall'inizio alla fine. Il sindaco Alessandro Massimo Bandini ci dice che stamani, all'interno dei magazzini comunali, sarà effettuata l'autopsia per capire le cause del decesso e che sarà valutata la possibilità di collocare lo scheletro del cetaceo nello spazio della Torre di San Vincenzo dedicato al Santuario dei cetacei.

Paolo Federighi

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