Il Tirreno

Papà da 4 mesi, muore a 35 anni

di Federico Lazzotti
Papà da 4 mesi, muore a 35 anni

Una malattia ha stroncato la vita di Simone Maltinti, agrario e pittore di talento. La lettera del fratello

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SANTA LUCE. L’ultima opera d’arte di Simone Maltinti, “Tinto” come lo chiamavano i compagni di classe ai tempi in cui frequentava il liceo Enriques, è stata la nascita del figlio Elia, avvenuta alla fine di novembre. Quattro mesi fa la malattia che lo ha ucciso era già tornata a fare paura a chi gli voleva bene, ma non a lui. Racconta il fratello Leonardo: «Sembrava che la risoluzione al problema potesse esserci, ma la malattia ha continuato nella sua progressione. Mio fratello ha scoperto una fede ancor più profonda di quella che già aveva. Ha scritto anche un libro, non ancora pubblicato, dal titolo: “La Via della semplicità” che è stato mandato anche al Santo Padre che ha risposto tramite monsignor Peter Wells».

Nato a Pisa 35 anni fa, la vita di Simone è stata divisa tra Santa Luce, dove il padre era nato e dove lui era tornato a vivere con la moglie Lisa dopo il matrimonio, Livorno città dove ha studiato ed è cresciuto e Pisa dove si è laureato in Agraria. «Ma la sua passione - ricorda il fratello al termine del funerale che si è svolto ieri pomeriggio - era l'arte figurativa. Un amore sbocciato in tenera età. Una prima formazione da autodidatta è contrassegnata dallo studio dei più grandi maestri del passato fino a quando, la pluriennale frequentazione di una nota scuola di grafica e pittura a Livorno, gli ha permesso di ampliare le proprie conoscenze tecniche e stilistiche rendendole sempre più mature e consapevoli, anche grazie alla conoscenza e all'amicizia con personaggi attivi nel mondo dell'arte». Nel 2005 la laurea in biotecnologie. «Ma era la pittura la sua principale passione». I suoi dipinti, rigorosamente ad olio, sono uno spaccato della società attuale, dove il continuo rincorrere il tempo ed il senso dell'intangibile sono rappresentati come in una asettica fotografia. «La sua attività artistica - va avanti il fratello - è una continua evoluzione di tematiche e soggetti sempre volti alla ricerca quotidiana di un significato che va oltre la semplice riproduzione dell'immagine ma che cerca di comunicare attraverso l'immagine le sensazioni più profonde del proprio stato d'animo». Simone partecipa a numerose mostre collettive incontrando il favore di pubblico e critica e ricevendo premi e riconoscimenti.

Ma nel giugno del 2011 un leiomiosarcoma retroperitoneale dei tessuti molli cambia totalmente la sua vita. Nel luglio successivo viene operato una prima volta e per vari mesi la situazione sembra risolta. Ma la malattia si ripresenta nel dicembre 2012. Simone non si è mai arreso e con l’aiuto della moglie Lisa, e dei genitori Maurizio e Mirella, ha percorso anche la strada delle cure alternative, provando anche un digiuno di 40 giorni.

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