Il Tirreno

san vincenzo

Delfino spiaggiato, eseguita l’autopsia

di Paolo Federighi
Le fasi preparatorie prima dell'autopsia sulla carcassa di grampo
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Le fasi preparatorie prima dell'autopsia sulla carcassa di grampo

San Vincenzo, il raro esempare di grampo si era arenato a San Vincenzo, inutile la corsa contro il tempo per riportarlo in alto mare. Ad esaminare la carcassa i tecnici dell'Istituto Zooprofilattico Superiore delle Regioni Lazio e Toscana

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SAN VINCENZO. All’interno dei magazzini comunali, in zona Guardamare, a San Vincenzo, il 7 aprile è stata eseguita l’autopsia sulla carcassa del grampo spiaggiato il giorno prima nei pressi della spiaggia della Conchiglia e morto dopo ore di agonia. L'autopsia è stata eseguita dal personale dell'Istituto Zooprofilattico Superiore delle Regioni Lazio e Toscana.

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Si tratta di un esemplare femmina che, stando all’osservazione della lunghezza (circa due metri e ottanta centimetri) è di giovane età. Età che, tuttavia, verrà stabilita con maggior precisione dall’esame dei denti. All’aspetto è molto magro. Durante l’autopsia, sono stati prelevati tutti gli organi per eseguire un ampio ventaglio di esami di laboratorio: batteriologici, virologici, parassitologici, ecotossicologici. Prelevati anche campioni di tessuti per gli esami genetici e lo stomaco, per poter capire di quale tipo di alimentazione si sia cibato e la presenza di eventuali corpi estranei. Questo genere di esami viene eseguito ogni volta che un cetaceo viene rinvenuto sulle spiagge. L’ultimo caso di grampo spiaggiato risale al 2012, in Versilia: un adulto e un cucciolo entrambi femmina. La specie, in genere, vive in branchi da 6 a 20 esemplari.

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A niente sono serviti i tentativi della Delegazione di spiaggia della Guardia costiera, dei veterinari dell’Asl, del nucleo subacqueo del Vigili del fuoco e del personale dell’Arpat per far riprendere il largo al cetaceo, che ogni volta tornava verso la riva. Alla fine, senza più possibilità di sopravvivenza e per bloccarne la sofferenza, al grampo è stata somministrata un’iniezione letale. Il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini valuterà la possibilità di esporne lo scheletro all’interno della medievale Torre, in cui si trova la sede locale del Santuario dei cetacei.

 

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