Il dolore
Agostini: «Consiglio comunale sull’identità di genere»
ROSIGNANO. «Promuovere, a partire dal prossimo anno scolastico, lo sviluppo di progettualità per supplire alle eventuali carenze formative strutturali del sistema scolastico in merito alla...
ROSIGNANO. «Promuovere, a partire dal prossimo anno scolastico, lo sviluppo di progettualità per supplire alle eventuali carenze formative strutturali del sistema scolastico in merito alla costruzione delle identità di genere, all'identità sessuale, all'uso di un linguaggio non sessista e al contrasto alle discriminazioni, in particolare per nidi e scuole dell'infanzia. Questo il suggerimento dei Riformisti, attraverso una riflessione del capogruppo Marco Agostini. «La stessa "Strategia Nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere" (2013 -2015) del Dipartimento pari opportunità e dall'Unar (l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni), richiama gli enti locali a svolgere un ruolo propositivo per "intercettare e raggiungere in modo capillare i bisogni" e per la realizzazione degli obiettivi di prevenzione e contrasto a diseguaglianze, discriminazioni e violenze di genere, bullismo e omofobia».
L’idea del consigliere dei Riformisti è quella di «avviare nelle commissioni competenti un percorso di audizioni e confronto con le associazioni e i soggetti del terzo settore che agiscono in questo campo al fine di ad organizzare un consiglio comunale aperto sul tema: "Educare alle differenze, all'identità sessuale nelle scuole comunali: criticità e prospettive", cosi da promuovere lo sviluppo di progetti rivolti alle famiglie, per riflettere sulle tematiche di genere e sul peso che esercitano i modelli culturali, che influenzano la crescita già dalla fasce di età 0-6 anni». Agostini propone anche di «promuovere ludoteche e spazi di gioco e attività di lettura liberi da stereotipi e da immagini e segnali che favoriscono la formazione di logiche discriminanti e di realizzare periodicamente, anche in sinergia con altri Comuni, giornate di studi e seminari, che aiutino a diffusione di buone pratiche sull'educazione alle differenze nella fascia di età 0-6 anni; di avviare insieme con l'università la progettazione e realizzazione di monitoraggio, ricerche e indagini sull'educazione alle differenze e le tematiche di genere, con una particolare attenzione alla fascia 0-3 e 3-6 anni, e infine di prevedere l'attivazione, all'interno delle scuole di competenza comunale, di corsi di aggiornamento professionali rivolti a educatori/trici di nido e a maestri/e, per promuovere l'inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa e didattica».
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