Sicurezza
Roventini, sulla cava di marmo «Vieteremo il transito ai Tir»
SAN VINCENZO. Prova a chiudere alle polemiche seguite alla vicenda del progetto di coltivazione di cava di marmo e alla necessaria viabilità l’assessore all’Urbanistica di San Vincenzo Massimiliano...
SAN VINCENZO. Prova a chiudere alle polemiche seguite alla vicenda del progetto di coltivazione di cava di marmo e alla necessaria viabilità l’assessore all’Urbanistica di San Vincenzo Massimiliano Roventini. «L’amministrazione comunale nel consiglio del 13 marzo, su proposta della maggioranza, ha formulato un apposito ordine del giorno con valenza di atto di indirizzo sulla Cava nel comune di Castagneto Carducci». Un atto che chiude le porte al progetto, ma su cui si innestano i dubbi in merito al documento del dirigente Filippi in merito al transito dei camion a servizio della cava.
«Le competenze di indirizzo politico sono del consiglio comunale e della giunta – dice –. La nota interlocutoria del dirigente non può essere considerata un atto di indirizzo politico-amministrativo. Non si tratta di un parere ma di una nota che formula una richiesta e termina con il classico “Si resta in attesa di quanto richiesto”. Richiesta che, se accettata, sarebbe stata valutata in sede di emissione del parere, se e quando richiesto. Parere che non è mai stato richiesto da chi era competente a chiederlo: il Comune di Castagneto Carducci».
Il fosso dei Cipressetti e quello della Valle rappresentano il confine amministrativo tra il Comune di Castagneto e quello di San Vincenzo: «La cava è nel comune di Castagneto e su di essa San Vincenzo non ha competenza. Quindi il consiglio comunale, la giunta e il dirigente in un procedimento formale, devono affrontare il problema esclusivamente per gli aspetti di loro competenza che, nella sostanza sono limitati al passaggio di automezzi sulle strade comunali». E conclude: «In tal senso, come è stato fatto, non essendoci stato nessun atto generale di indirizzo che imponesse il divieto di transito su alcune o tutte le strade comunali, il problema era solo quello di valutare, tecnicamente, gli effetti indotti dal progetto sul territorio di competenza. Il documento “incriminato” non ha sortito alcun effetto. La potestà regolamentare sul nostro territorio non ce la toglie nessuno e fare un’ordinanza di divieto di transito agli automezzi pesanti su una strada comunale è questione di qualche ora».
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