Lutto
La truffa delle patate di Bolgheri
Vendute come locali ma venivano dall’estero: imprenditore indagato per frode in commercio
BOLGHERI. La patata bollente è caduta nelle mani di una ditta di Ravenna che ha due sedi in Toscana, una a Venturina e l’altra a Firenze.
Azienda finita nella rete della Forestale che ha scoperto e interrotto una truffa molto particolare: patate a pasta gialle spacciate per made in Bolgheri, ma che in realtà venivano dall’estero, transitando per l’Emilia Romagna.
Nei guai è finito un imprenditore di Venturina di 48 anni, responsabile della sede locale dell’azienda. È accusato di frode in commercio. Indagata per lo stesso reato la titolare della ditta, che ha la sede principale a Ravenna, una manager di 51 anni, che per la direzione delle succursali aziendali si affida a collaboratori tra cui l’imprenditore di Venturina.
Gli uomini della forestale di Livorno, coordinati dal comandante Luca Barattini, hanno sequestrato quindici tonnellate di patate in un magazzino di Venturina.
Gli agenti sono intervenuti proprio nel momento in cui il personale dell’azienda stava mettendo sulle cassette di patate le etichette giudicate false su cui c’era scritto “patate a pasta gialla di Bolgheri”.
Le cassette, come accertato dagli uomini della forestale, erano pronte per essere inviate all’Unicoop Firenze, come emerge anche dai cartellini apposti sui contenitori, e sarebbero finite sugli scaffali del supermercato, a discapito dei consumatori che avrebbero comprato un prodotto diverso da quello desiderato.
L’indagine approdata a Venturina è nata a Ravenna: è nella sede centrale dell’azienda in questione (la forestale non ha diffuso il nome) che sono emersi i primi problemi di tracciabilità del prodotto, evidenziati da un controllo di routine.
La forestale a quel punto s’è attivata e dalle verifiche è venuto fuori che non solo nella sede ravennate ma anche in Toscana c’era qualcosa che non andava sull’origine dei prodotti.
Gli agenti in tutto, oltre alle patate, hanno sequestrato più di mille cassette di ortaggi. L’azienda è stata multata con una sanzione di circa 40.000 euro.
Nello stabilimento fiorentino sono stati sequestrati in particolare ortaggi privi di etichettatura, tra cui peperoni, cetrioli, melanzane, lattuga, pomodori e carote.
Secondo quanto accertato dagli investigatori, le verdure provengono da aziende agricole del Salernitano, che saranno colpite nei prossimi giorni da sanzioni amministrative.
A Venturina e Ravenna sono stati trovati dalla Forestale nel corso dei controlli prodotti di origine francese e marocchina (scalogno e pomodori) etichettati come di origine italiana e olandese.
Le patate targate Bolgheri invece sono di origine e provenienza varia.
L’indagine non è ancora conclusa: la forestale sta svolgendo ulteriori accertamenti per capire se ci siano altre responsabilità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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