Il Tirreno

Più offerte per gestire l’ex Circolo Forestieri

di Manolo Morandini
Più offerte per gestire l’ex Circolo Forestieri

Per la storica struttura, chiusa da dieci anni, il bando di gara scade il 7 aprile Un rinnovato interesse per uno spazio pubblico che sarà un ristorante

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CECINA. La sorpresa dopo anni di abbandono è il rinnovato interesse. Quello che sembra catalizzare il bando per la ristrutturazione e gestione dell’ex Circolo Forestieri di Marina di Cecina. Il termine per la presentazione delle offerte scade il 7 aprile, ma visto l’accavallarsi delle festività di Pasqua c’è già un’indicazione che fa ben sperare. La conferma arriva dalle stanze di via Landi: sul tavolo c’è già più di un’offerta. Un luogo chiuso da anni a ridosso della Terrazza dei Tirreni.

Risale alla fine dello scorso anno l’intervento per ripulire la Terrazza per il quale sono stati spesi 50mila euro. Ripulito il Circolo Forestieri da sterpaglie, vegetazione e rifiuti e abbattuto quella sorta di ragno in legno e acciaio che sovrastava l’Arena. Un primo passo. Adesso la sfida è quella di ridare una prospettiva a uno spazio pubblico in crisi d’identità, divenuto un luogo simbolo di ciò che non dovrebbe essere. Un maxi investimento che risale agli anni Novanta, che doveva costare un miliardo di lire, ma alla fine il conto è lievitato a tre. Dieci anni di attività e poi un progressivo sprofondare nel baratro. Ora i primi segnali di una possibile svolta.

Al di là delle attese per conoscere il nome di chi si aggiudicherà il bando, appare una sfida contro il calendario l’apertura per la stagione estiva dello storico spazio, che tornerà a essere un bar ristorante e conserverà il nome originario. Si tratta, infatti, di un bene vincolato dalla Sovrintendenza per cui i margini per la ristrutturazione sono minimi.

Da capire la durata della gestione che nel bando va da un minimo di nove fino a diciotto anni. A determinare l’orizzonte sarà il piano economico degli investimenti che il partner privato ha intenzione di realizzare per riqualificare e rilanciare la struttura. E tra i termini della partita anche il canone annuale per la concessione, fissato a 26.000 euro sulla base della valutazione effettuata dall’Agenzia del territorio. Canone a cui si lega l’incentivo, da parametrare in base all’offerta di gara, di un introito limitato per il Comune nei primi tre anni sulla base degli investimenti necessari per la riqualificazione. In pratica, il Comune è pronto a dare impulso all’operazione mettendo sul piatto fino a un massimo di 70.200 euro.

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