Sicurezza
Querela dei coniugi Fedele al consigliere Gragnoli
Castagneto Carducci, la querelle per l’interrogazione sui contributi agli affitti ai residenti a basso reddito. Il consigliere di minoranza: sono sereno di aver affrontato la questione facendo il mio dovere istituzionale
CASTAGNETO CARDUCCI. Interroga il sindaco di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini e incassa una querela per calunnia. Accade al consigliere di minoranza Benito Gragnoli. A chiamarlo in causa sono i coniugi Giuseppina Zambardino e Michelangelo Fedele, quest’ultimo al centro delle cronache tra l’altro per l’inchiesta della Procura di Livorno che lo vede indagato per usura. Nell’interrogazione sui contributi per gli affitti ai residenti a basso reddito e su quelli per morosità incolpevole depositata il 31 marzo, Zambardino che agisce anche in nome del marito ravvisa insinuazioni calunniose nei loro confronti.
A mettere la pulce nelle orecchie dei coniugi Fedele, il marito è attualmente in carcere a Pisa in attuazione di una misura cautelare, alcuni dei punti su cui Gragnoli punta a far luce. Per esempio, il consigliere di Insieme per Castagneto chiede al sindaco: «Corrisponde al vero che uno dei maggiori beneficiari finali di questi contributi, proprietario di case, non è persona irreprensibile, ma con una fedina penale decisamente compromessa, che è agli arresti per usura e associazione a delinquere?».
La signora Zambardino nell’esposto querela che l’1 aprile ha presentato alla stazione dei carabinieri di Donoratico prende a riferimento il comunicato stampa con cui Gragnoli ha diffuso la notizia della sua interrogazione. “Poichè sono intestataria unitamente a mio marito delle numerose proprietà immobiliari richiamate da Gragnoli nel suo comunicato stampa diffuso con tutti i mezzi a sua disposizione – si legge nell’esposto querela –, mi ritengo direttamente chiamata in causa e poiché mai la Regione Toscana e tantomeno il Comune di Castagneto Carducci ci ha erogato un solo euro per morosità di cittadini extra-comunitari, mi sento, ci sentiamo offesi da queste insinuazioni calunniose”. Da qui la richiesta di avviare le indagini e che si proceda contro Gragnoli “per calunnia e tutti i reati che si possono ravvisare”. Precisando che in futuro si riserva di costituirsi parte civile.
«Affronteremo anche questo – dice Gragnoli –. Ho la serenità di aver fatto il mio dovere istituzionale». Il consigliere, che resta in attesa di conoscere le risposte all’interrogazione da parte dell’amministrazione comunale, per tutelarsi ha dato incarico a un avvocato di fiducia. «Se qualcuno pensa di essere stato leso è giusto che faccia i propri passi – conclude –. Per mia abitudine parlo con i documenti alla mano per cui ho l’animo tranquillo di aver affrontato la questione per le responsabilità che mi derivano dal mandato elettorale».
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