Il Tirreno

Teleriscaldamento pagato soltanto da metà degli utenti

MONTEVERDI. Nella ancora breve vita del teleriscaldamento in questo comune non era mai successo. Ma c'è sempre una prima volta. Il teleriscaldamento - orgoglio della maggioranza stretta attorno al...

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MONTEVERDI. Nella ancora breve vita del teleriscaldamento in questo comune non era mai successo. Ma c'è sempre una prima volta. Il teleriscaldamento - orgoglio della maggioranza stretta attorno al sindaco Giannoni - è stato messo sotto "attenzione critica"(per usare un eufemismo) nell'assemblea organizzata dalla minoranza di "Popolo Libero" e che si è tenuta nella sala pubblica "Falcone-Borsellino" di Canneto. Lo ha fatto Nevio Venturi, capogruppo dell'opposizione, il quale vanta 40 anni di lavoro nelle amministrazioni locali, di cui molti come funzionario del comune di Monteverdi, e poco prima della pensione presidente di Monteverdi Energia, la "partecipata" del Comune, che ha realizzato i teleriscaldamento. Dunque, una "voce" informata e responsabile, che ha denunciato una situazione preoccupante (salvo smentite della maggioranza). In sintesi: il teleriscaldamento, beneficio indiscutibile per oltre 200 case di Monteverdi e Canneto con calore in abbondanza e acqua sanitaria tutto l'anno, verrebbe pagato "solo dal 50%" degli utenti, mentre per i restanti - sempre secondo il capogruppo Venturi - si "rasenta la legge" per non farli pagare.

Conti alla mano, il bilancio della Monteverdi Energia sarebbe solo formalmente in attivo, in realtà l'opposizione stima un passivo piuttosto considerevole qualora si sottraggano dall'attivo le vendite dei contatori: "Non ci saranno nei prossimi anni tutte queste vendite" sostiene Venturi.

I contatori corrispondono agli utenti allacciati, oggi sono poco più di 200, la previsione di un aumento è legittima, ma non potrà crescere a dismisura considerato che i residenti non superano gli 800 abitanti e che le molte case costruite e in vendita sono soprattutto seconde case estive e il teleriscaldamento interessa poco. Connesso a tutto ciò, c'è il nodo ancora da sciogliere, dei 2,4 milioni di euro prestati da Enel come anticipazioni sulle royalties dell'impianto eolico di Monte Canneto, un progetto che l'ente elettrico non è riuscito a far approvare. Ciononostate il debito dovrà essere onorato, sembra a rate molto diluite, comunque gravanti sul bilancio del Comune, cioè con "pesi" distribuiti sulle spalle di tutti i cittadini, anche dei non utenti del teleriscaldamento. Ai quali, peraltro, erano stati promessi benefici a compensazione.

Tutto questo nell'intervento di Venturi. Il quale ha ricordato: "Una volta era lo Stato a finanziare i Comuni, oggi non più, oggi i soldi del Comune vengono solo dai cittadini, perciò dobbiamo tenere gli occhi ben aperti, vederci chiaro su tutto e non sprecare nulla". Il rischio, appena accennato, è un indebitamento fuori misura, il conseguente commissariamento del Comune, la chiamata della Corte di conti e tutti i cittadini obbligati al pagamento dei debiti.

La maggioranza, a questo punto, darà risposte pubbliche? Nell'assemblea di Canneto non si è parlato solo di teleriscaldamento, secondo l'opposizione "c'è molta polvere sotto il tappeto". Riguardo alle residenze fasulle, alle convenzioni del Castelluccio e delle Querciolaie, alla porcilaia delle Capanne, alle numerose interrogazioni in attesa di risposta. Sono intervenuti anche gli altri due consiglieri di minoranza, Alessio Anselmi e Matteo di Bello, il primo evidenziando il ruolo di controllo della minoranza ed alcun proposte "per una alternativa"; il secondo, più radicale, invitando i cittadini a partecipare "altrimenti in futuro se ne accorgeranno", ma soprattutto denunciando la contraddizione di un paese dove - ha sostenuto - "girano molti soldi" e intesta la sala pubblica a maestri della legalità quali sono stati Falcone e Borsellino.(g.p.)

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