Il Tirreno

«Conti ko, chiudere tipografia e bar»

«Conti ko, chiudere tipografia e bar»

Cda e direzione della Nuovo Futuro contro i sindacati: «Noi abbiamo fatto proposte, ma loro non le hanno accolte»

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ROSIGNANO. «La Cooperativa non si è sottratta ad alcuna attività negoziale». Il messaggio di Cda e direzione della Nuovo Futuro ai sindacati è forte e chiaro. È evidente che i vertici della coop non accettano di essere additati come soggetti che si rifiutano di trattare.

E quindi mal tollerano le affermazioni che i sindacati, dopo l’ennesimo faccia a faccia, hanno espresso nei loro confronti, tacciandoli di «atteggiamento sciagurato».

«La procedura di licenziamento collettivo - si legge in una nota di Cda e direzione - ha lo scopo di rimodulare l'orario di lavoro di un numero di lavoratori pari a 111 unità, rispetto alle reali disponibilità contrattuali nell'ambito delle attività cui sono preposti, in ragione della contrazione delle commesse da parte delle pubbliche amministrazioni».

E ancora i vertici della coop escono allo scoperto, ammettendo l’intenzione di chiudere la tipografia e la collaborazione per la gestione del bar alle Creste. «L'ulteriore scopo - si legge nella nota - è quello della riduzione delle perdite prodotte dalla gestione del bar emeroteca Le Creste e dal settore tipografico mediante la loro dismissione».

Cda e direzione spiegano che «su questi presupposti, la cooperativa, nell'ambito dell'esame congiunto imposto dalla legge, secondo canoni di correttezza e buona fede, ha presentato proprie proposte che non sono state accolte dal sindacato. Le stesse sono state formulate nell'interesse della complessiva salvaguardia dell'occupazione ed hanno tenuto conto delle necessità di natura organizzativa aziendale e dell'andamento involutivo del bilancio».

I vertici di Nuovo Futuro insistono quindi nel sottolineare che «la cooperativa pertanto non si è sottratta ad alcuna attività negoziale che, come previsto dalla legge, proseguirà con l'esame congiunto a livello Provinciale». I vertici della coop, con queste parole, in realtà vanno a confermare come sul caso Nuovo Futuro si sia creata un’evidente spaccatura: da una parte i sindacati che chiedono l’analisi di tutti i settori, dall’altra Cda e direzione che considerano assolutamente necessaria la chiusura dei due settori operativi.

I vertici dell’azienda assicurano che continueranno «a dare la disponibilità confermando altresì la propria volontà ad ogni attività in tal senso, volta al rispetto dei principi di solidarietà sociale e mutualistica nella sola ottica del mantenimento dei posti di lavoro».

Anna Cecchini

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