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Cade e sbatte la testa contro il cordolo

Cade e sbatte la testa contro il cordolo

San Vincenzo: ferito un uomo di 55 anni, l’incidente sulla ciclopista di via della Principessa

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SAN VINCENZO. Brutto incidente, il 31 marzo verso le 13,30, sulla pista ciclabile di via della Principessa a San Vincenzo. Un turista tedesco di 55 anni, Burnhard Buendgens, è caduto rovinosamente dalla propria bicicletta all’altezza di largo Sud, a causa di uno dei vari tombini sprofondanti al di sotto del livello stradale disseminati lungo la ciclabile.

Le ombre che in quel tratto gettano sul manto stradale i pini hanno probabilmente reso più difficile la vista del tombino. Sta di fatto che Buendgens, che andava a bassa andatura, incrociandosi con un altro ciclista che viaggiava in direzione opposta, sembra essersi spostato sulla destra, dove ha trovato il tombino. A quel punto ha cercato di restare in equilibrio sulla bicicletta per qualche metro senza però riuscirci, ed è caduto sbattendo violentemente il viso contro il cordolo giallo di cemento che delimita lo spazio della ciclopista, perdendo molto sangue.

Indossava il casco, a quanto pare. A seguito dell’impatto contro il cordolo di cemento, si è provocato un profondo taglio sul sopracciglio destro, un trauma a una spalla ed escoriazioni varie in tutto il corpo. Sul posto sono intervenuti celermente sia i vigili urbani che l’ambulanza e i volontari della Misericordia di San Vincenzo, che hanno portato il ciclista al pronto soccorso dell’ospedale di Piombino. Il turista vittima dell’incidente non è in pericolo di vita, ma verrà tenuto in osservazione.

L’incidente pone di nuovo l’attenzione sulla scarsa sicurezza della pista ciclabile di via della Principessa. Negli ultimi anni, nonostante le proteste di molti sanvincenzini e turisti, non è cambiato niente. La questione dei non pochi tombini che sprofondano sotto il livello stradale non è di poco conto, vista la pericolosità che anche quest’ultimo incidente ha dimostrato.

L’assurdo è costituito dal fatto che le ciclopiste dovrebbero proprio consentire agli utenti della strada che privilegiano le due ruote una maggior sicurezza rispetto alle corsie destinate ai veicoli.

Paolo Federighi

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