Il Tirreno

AMBIENTE

Trielina, si allungano i tempi per la bonifica

Manolo Morandini
Il sito di Poggio Gagliardo, nel cerchio in rosso, da cui si è diffuso l’inquinamento della falda superficiale
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Il sito di Poggio Gagliardo, nel cerchio in rosso, da cui si è diffuso l’inquinamento della falda superficiale

Cecina: per il cantiere che doveva partire a primavera la gara slitta a giugno. L’impianto per trattare la falda superficiale sarà installato a Poggio Gagliardo

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cecina. L’urgenza si scontra con la burocrazia. Eppure la trielina continua ad avanzare e minacciare Cecina. A poco vale l’appello a far presto lanciato all’inizio dello scorso settembre da Comune, Provincia e Azienda Usl 6. La gara per l’affidamento dei lavori per l’impianto Sve (Soil vapour extraction) che doveva tenersi tra la fine dello scorso anno e l’inizio del 2015 è slittata. La previsione degli uffici regionali è che si possa tenere a giugno. A pesare sul bilancio dell’operazione, dopo la prima fase di messa in sicurezza d’emergenza (Mise) che ha preso il via nel 2005 e ha permesso la parziale interruzione del trasferimento della contaminazione verso la falda di Cecina, è il cumulo dei ritardi che ad oggi supera l’anno.


L’obiettivo. C’è da mettere in sicurezza l’acqua che scorre sotto Montescudaio e Cecina (Ladronaia, Peep, stadio, villaggio scolastico, pomodorificio, San Vincenzino), a fronte di un inquinamento che dall’area di Poggio Gagliardo, circa 28.000 metri quadrati, si sta spostando verso la piana. A metterlo in luce sono le concentrazioni di tetracloroetilene e tricloroetilene ai livelli di guardia che emergono dall’attività di monitoraggio di Arpat. E quei gas sono una minaccia concreta.

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I tempi. «Il progetto esecutivo dovrebbe essere pronto alla fine di aprile». È quanto stimano dagli uffici del settore Rifiuti e bonifiche della Regione Toscana. Al lavoro c’è una squadra di tecnici della Regione e altri esterni all’amministrazione. Poi servirà la verifica da parte di un professionista terzo rispetto al pool che ha lavorato alla redazione del progetto. E dopo la validazione con l’approvazione definitiva dal parte del dirigente responsabile del settore Rifiuti e bonifiche si potrà procedere dal bando di gara per l’assegnazione dei lavori. Sarà un bando europeo e dovrebbe essere lanciato tra giungo e luglio.
A rallentare il percorso anche il riassetto degli uffici regionali che ha visto a novembre la nomina di un nuovo responsabile degli interventi di bonifica del sito di Poggio Gagliardo.


Il progetto. Numerosi i punti di estrazione dei gas interstiziali, cioè che si trovano nel sottosuolo e che sono il risultato delle miscele di idrocarburi alifatici clorurati dovuti all’inquinamento rilasciato da alcune attività industriali, la lavanderia industriale La Rapida (chiusa nel 1980) e la conceria Massini (fallita nel 1995). Verrà messa in esercizio, infatti, una rete di 15 postazioni, in parte già realizzate, ciascuna con due pozzi a profondità diverse. E tutti collegati all’impianto di trattamento dei vapori aspirati dal sottosuolo Sve, che consentirà di diminuire la concentrazione delle sostanze contaminanti imprigionandole in filtri a carboni attivi. La previsione è di mantenere in esercizio l’impianto per almeno cinque anni, con il fermo durante le ore notturne per abbattere l’inquinamento acustico.


Le cifre. Il progetto dovrebbe andare a gara tutto per un importo di 995mila euro. Poi, stando al cronoprogramma dei lavori del progetto definitivo, serviranno 4 mesi di cantiere per la messa in esercizio e altri tre durante i quali il sistema verrà testato nel funzionamento e messo a regime. Dalla realizzazione alla messa in esercizio perciò serviranno altri 7 mesi. Per adesso a bilancio regionale ci sono le risorse per garantire la messa in marcia per due anni, ma l'impegno è di farlo per un quinquennio.

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