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Stop fumo, al Marco Polo si insegna come smettere

Michele Falorni
Gli studenti della quinta D del Marco Polo che hanno realizzato la campagna antifumo (foto Falorni)
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Gli studenti della quinta D del Marco Polo che hanno realizzato la campagna antifumo (foto Falorni)

Cecina: i pubblicitari della quinta D realizzano manifesti da appendere nell’istituto. Qui le sigarette sono vietate anche in giardino: «Ma niente immagini choc»

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CECINA. In classe i ragazzi lo chiamano “Progetto fumo”, anche se questo non è il nome esatto. Preciso, però, è l’obiettivo che vogliono raggiungere: sensibilizzare i compagni affinché gettino la sigaretta o il sigaro e dicano basta.
Sì, perché per legge dall’inizio dell’anno scolastico non si può più fumare nemmeno in giardino. E allora, la quinta D servizi commerciali pubblicitari del “Marco Polo” ha promosso una campagna con manifesti di formato A4 per risolvere il problema. Un’idea vincente che Andrea Rossi, professore di progettazione grafica, ha seguito passo dopo passo. Accompagnando attentamente i ragazzi in questo lavoro, che ha dato i primi frutti.
«Il messaggio - dicono gli studenti all’unisono - è rivolto agli adolescenti. Le immagini scelte però non sono forti e non prevedono teschi, perché abbiamo puntato su altri linguaggi e disegni. Appenderemo i nostri lavori nel corridoio». Una piccola mostra, insomma, ma con un fine preciso: essere vista e commentata, in quanto è con il confronto che si risolvono i problemi. I ragazzi hanno disegnato a mano e poi, selezionati i bozzetti, hanno acceso il computer per completare le opere e stamparle su carta.


Un lavoro a colori dove creatività ed esperienza vanno di pari passo. Alessia Capodimonte, Tamara Da Cruz, Sara Diomaiuto, Chaimaa El Hizabri, Federica Ferlito, Marco Finotto, Luca Francalacci, Sandro Gianfaldoni, Grazia Magliano, Sara Masia, Giulia Melis, Tommaso Morra, Diego Pastore, Pino Carlotta, Ilaria Rizzo, Cesare Scotti e Martina Teglia, gli studenti della 5°D che a giugno saranno impegnati con l’esame di maturità, hanno ricevuto i complimenti del professor Rossi e di alcuni colleghi, pronti a commentare e a stringere loro la mano.
In via Monte Santo, dove l’istituto ha sede, i riconoscimenti fioccano e i premi nazionali conquistati di recente lo dimostrano. Intanto, in aula le attività proseguono. La classe è un cantiere aperto, altri progetti sono allo studio perché molti sono i temi da sviluppare. Gli studenti sono allenati ad analizzare il presente, perchè sui banchi imparano a sviluppare le proprie idee partendo da semplici disegni. E chissà che, prima della fine dell’anno, non ci siano altre sorprese.
 

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