Proteste
Nucleare: cecinesi nel progetto Cemex
La Sintecnica vince bando nazionale per certificare le opere realizzate nel piano di smaltimento delle scorie radioattive
CECINA. Energia nucleare. Due parole per un tema controverso. Due referendum, 1987 e 2011, che hanno definitivamente chiuso il dibattito sull’introduzione (e reintroduzione) di questo tipo di energia in Italia. Due referendum, però, che non hanno cancellato il problema più grande a livello ambientale: lo smaltimento, e il successivo stoccaggio, delle scorie e dei rifiuti radioattivi.
Un’azienda toscana, la Sintecnica, ha da poco vinto un bando nazionale tra le migliori società di ingegneria italiane. Questa eccellenza made in Cecina (sede in via della Circonvallazione) vorerà al fianco di un consorzio composto da veri e propri “colossi” mondiali del settore energetico e delle costruzioni.
Il progetto nella quale sarà coinvolta è il Cemex, piano considerato strategico dal governo italiano come dimostrano i quasi 100 milioni di euro che saranno investiti per risolvere una delle criticità ambientali più importanti presenti nel territorio nazionale.
«In Italia ci sono molti rifiuti nucleari liquidi, in particolare soluzioni acide impiegate per il trattamento dell’uranio a fine vita – spiega Luca Menini, amministratore delegato di Sintecnica – la maggior parte di questi rifiuti provenienti da tutto il territorio nazionale sono stoccati nell’impianto nucleare Euroex di Saluggia, vicino Vercelli». Lo stato liquido di tali rifiuti li rende altamente pericolosi.
«Un qualsiasi evento calamitoso può provocare danni incalcolabili, basti pensare ad un eventuale sversamento nelle falde acquifere – spiega ancora Menini – per questo lo Stato, attraverso la sua partecipata Sogin, ha affidato il lavoro di messa in sicurezza ad un consorzio composto dai gruppi più importanti a livello mondiale».
Sono Areva, colosso francese nella gestione del circuito dell’energia nucleare, Gruppo Maltauro, impresa leader nel settore delle costruzioni, e per la parte di progettazione la Saipem.
Sintecnica come interviene nel progetto?
«I tre gruppi saranno il consorzio che costruirà quest’opera strategica per l’Italia – spiega l’ad dell’azienda cecinese – la nostra società ha partecipato e vinto una gara di appalto nazionale in relazione al collaudo delle opere». In altre parole Sintecnica verrà chiamata dal committente (e dalla legge) a certificare la corretta esecuzione dell’opera. Una grande responsabilità. E un rischio non da poco.
«Fa parte del nostro lavoro di tutti i giorni prenderci delle responsabilità – aggiunge Menini – nel campo del nucleare abbiamo un’esperienza accresciuta da progetti ai quali abbiamo preso parte, sempre in stretto rapporto con lo Stato, negli ultimi tre anni». Materialmente Sintecnica dovrà certificare un impianto finalizzato alla trasformazione delle scorie liquide in prodotti solidi inertizzati. Tale impianto, che non dovrà mettere in contatto l’uomo con le sostanze, dovrà anche essere resistente alle peggiori catastrofi e calamità naturali.
Un attacco terroristico come l’11 settembre o un evento di smile entità, dunque, rientrerà nella casistica.
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