Il dolore
«Era felice, non ci sembra possibile»
In città abitano la sorella, le zie e la nonna. Il cugino Matteo: «Dramma senza spiegazioni»
CASTIGLIONCELLO. «È una tragedia, non ci posso ancora credere», Matteo Franchini, cugino di Andrea è ancora senza parole. Matteo vive a Castiglioncello, dove almeno una volta all’anno tornavano anche Andrea e gli altri membri della sua famiglia. Perché nella zona a sud di Livorno Andrea aveva vissuto l’infanzia e parte dell’adolescenza, per poi trasferirsi con i genitori e i tre fratelli a Martina Franca. La madre Frida era originaria di Venezia, ma era approdata con la sua famiglia di origine sulla costa livornese. A Castiglioncello aveva conosciuto Gabriele Franchini. I due hanno avuto quattro figli: Maria, Carlo, Lorenzo e Andrea, che era nato a Livorno e aveva trascorso molti anni della giovinezza tra il capoluogo, Castiglioncello e Vada. Una ventina di anni fa l’intera famiglia, per motivi legati al lavoro del padre, era andata a vivere a Martina Franca. Poi, svariati anni fa, il padre di Andrea è morto e in Puglia sono rimasti la moglie e due dei figli: Carlo e appunto Andrea, che da qualche tempo lavorava come operaio all’Ilva di Taranto. È probabile che l’incidente in cui ha perso la vita lungo la statale dei Trulli sia accaduto proprio mentre andava al lavoro.
Il fratello Lorenzo abita invece in Abruzzo, mentre la sorella Maria da tempo era tornata sulla costa livornese e risiede a Rosignano. La notizia della scomparsa del giovane ha lasciato attonita parte della famiglia di origine, che ancora si trova a Castiglioncello, dove tra l’altro è molto conosciuta. Disperata la sorella, ma anche la nonna e le zie, che appunto abitano nella frazione costiera.
«Era un ragazzo bravissimo - racconta il cugino Matteo - , sempre tranquillo e sereno. Sorridente e disponibile». Il cugino, che ricorda l’ultima vacanza di Andrea sulla costa livornese, non riesce ancora a credere alla tragedia in cui ha perso la vita il ragazzo. «Si era fidanzato da poco - dice - ed era contento. È una cosa incredibile. Era un gran lavoratore, una persona onesta. Fin da ragazzo amava la musica, tanto che suonava a livello amatoriale». (a.c.)
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