Gioco
Usura, nove associazioni a fianco di Libera
Appello dopo l'arresto di Michelangelo Fedele
SAN VINCENZO. Il presidio di Libera "Rossella Casini" di Castagneto-San Vincenzo non è più solo. Ad affiancarglisi nella presa di posizione a difesa della legalità, dopo il recente arresto a Donoratico di Michelangelo Fedele, sono altre nove realtà associative del territorio, che denunciano la possibile esistenza di una zona grigia nella quale Fedele avrebbe potuto contare su complicità e silenzi tali da permettergli di gestire senza ostacoli il proprio patrimonio immobiliare e finanziario.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.11025839:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2015/03/11/news/fedele-finisce-in-carcere-1.11025839]]
A firmare il documento, oltre a Libera, sono Anpi Castagneto-San Vincenzo, Onda Creativa, Tribù vocale Patchworld, San Carlo 1927, Auser Donoratico, Iaia, Comitato soci Coop Cecina-Donoratico, Centro di solidarietà "Monica C." e Legambiente Costa Etrusca.
«Il recente arresto a Donoratico di Michelangelo Fedele - scrivono le dieci associazioni - per la prosecuzione dei gravi reati di cui è accusato, usura in primis, richiedono a questo punto una ferma presa di posizione dei cittadini e delle loro forme associative (partiti, sindacati, comitati, associazioni, comunità) a difesa della legalità, delle vittime della criminalità, della convivenza civile e democratica. Nel riaffermare il nostro sostegno all'operato delle forze dell'ordine e della magistratura, riteniamo importante ribadire che i fenomeni criminali che, purtroppo, da tanti anni si sono manifestati nei nostri territori fino ad inquinare importanti settori economici (come quello immobiliare) fino a condizionarne altri (con lo sfruttamento della manodopera degli immigrati in agricoltura) sono fenomeni che devono essere combattuti e non devono più trovare terreno fertile nel quale insinuarsi. Per fare ciò occorre che ognuno nel proprio lavoro, nel proprio ruolo pubblico, nelle proprie attività imprenditoriali, prenda esplicitamente e concretamente le distanze da fenomeni come quelli perseguiti dalla magistratura».
Libera e le altre nove realtà associative chiedono agli enti pubblici del territorio e alle attività imprenditoriali, economiche e finanziarie di respingere qualsiasi tentativo di infiltrazione. «Le dimensioni e l'evolversi di questa vicenda - proseguono -, caratterizzata da un perverso intreccio tra attività legali e illegali, non può non far pensare all'esistenza di una zona grigia nella quale Fedele ha potuto contare su complicità e silenzi che gli hanno permesso di gestire indisturbato i propri interessi immobiliari e finanziari. Chiediamo che si faccia sentire chiara e forte la voce delle istituzioni contro questi fenomeni e le eventuali complicità, in sostegno delle vittime di questi reati, che non si devono sentire abbandonate a se stesse, nella disperazione e nella vergogna, per aiutarle a trovare la forza di denunciare ciò che hanno subìto senza essere sottoposti ad ulteriori ricatti».
Le dieci realtà associative concludono con un appello: «Vanno allargate le azioni per sottrarre terreno all'usura in tutte le direzioni, come sta avvenendo anche con il micro-prestito sociale della Regione Toscana e con gli Sportelli Prevenzione Usura di San Vincenzo e Castagneto Carducci. Purtroppo in Toscana le mafie agiscono. Sta a noi tutti contrastarle, a tutti i livelli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google