Attenzione
Poste sospende il piano chiusure, Monteverdi ci spera
MONTEVERDI. Moderatamente soddisfatto ma con la guardia ben alzata, pronto a reagire. Carlo Giannoni, sindaco di Monteverdi registra come un fatto positivo la sospensione del "piano irricevibile" di...
MONTEVERDI. Moderatamente soddisfatto ma con la guardia ben alzata, pronto a reagire. Carlo Giannoni, sindaco di Monteverdi registra come un fatto positivo la sospensione del "piano irricevibile" di Poste che prevedeva la chiusura dal 13 aprile di 64 uffici postali e la riduzione di attività di altri 37 in Toscana (tra questi ultimi anche Monteverdi): "Con Anci e Uncem abbiamo vinto una battaglia - afferma - . Ben fatto il ricorso al Tar, sottoscritto da tutti i sindaci coinvolti, che ha disposto la sospensiva del piano. Importante la sentenza del Consiglio di Stato contro la chiusura di uffici postali non facilmente fruibili, in particolare perché non serviti agevolmente da mezzi pubblici. Ma… la guerra non è affatto vinta: abbiamo incontrato la dirigenza di Poste Toscana-Umbria e ci hanno chiesto di presentare una proposta alternativa. E questo è il rischio: almeno per quanto riguarda Monteverdi e parecchi altri Comuni non esiste una proposta alternativa, l'ufficio postale deve restare aperto sei giorni la settimana come adesso. Punto".
Come richiesto da Poste italiane, il Comune ha messo nero su bianco la sua richiesta con una dettagliata spiegazione a sostegno: il territorio è vasto (100 km/q), totalmente montano, con molte case sparse e due frazioni (Canneto e il Villaggio del Castelluccio) non servite da mezzi pubblici utilizzabili negli orari d'apertura dell'ufficio. Una situazione disagiata e certificata (niente Imu sui terreni agricoli). E le Poste più vicine a Monteverdi a 20 chilometri di distanza. Giannoni conclude: "Il 9 aprile incontreremo nuovamente la dirigenza di Poste Spa a Firenze: va bene il dialogo, ma i margini di trattativa sono stretti, non sono molto ottimista, perché il piano delle chiusure è sospeso, non è stato cancellato. Mi aspetto quindi qualche sorpresa: per questo ho proposto ai miei colleghi sindaci, se Poste insiste, di occupare simbolicamente Palazzo Chigi… è Renzi che ha scelto Caio, l'ad di Poste Spa da cui parte il piano delle chiusure, il premier deve sapere cosa sta combinando l'amministratore che lui ha scelto!". Detta da un renziano ante litteram come Giannoni la proposta è un termometro della "febbre" scatenata dalla vicenda. Che qui ha un antefatto: la chiusura dell'ufficio postale di Canneto qualche anno fa. Dopo molte promesse. Che nessuno ha dimenticato. (g.p.)
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