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il caso nuovo futuro

Un gruppo di dipendenti attacca il sindacato

Un gruppo di dipendenti attacca il sindacato

ROSIGNANO. Il sindacato ha criticato la presenza dei dirigenti della Nuovo Futuro all’assemblea dei dipendenti che si è tenuta lunedì sera a Cecina. Un gruppo di lavoratori della coop difende invece...

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ROSIGNANO. Il sindacato ha criticato la presenza dei dirigenti della Nuovo Futuro all’assemblea dei dipendenti che si è tenuta lunedì sera a Cecina. Un gruppo di lavoratori della coop difende invece la presenza del Cda e in una lettera a firma di 27 persone (i nomi sono nell’articolo a fianco) controbatte ai sindacati. «Non c’è stata - si scrive nella lettera - nessuna contestazione manifestata all'assemblea rispetto alla presenza dei membri del Cda e della direzione, anche perché, come sottolinea il segretario Cisl Fisascat Carlo Biondi Bendinelli, si tratta di soci lavoratori interessati alle sorti della cooperativa nonché ai tagli orari, qualora le decisioni della trattativa prendessero tale direzione. Non vi è quindi stata alcuna strumentalizzazione, da parte del Cda e della direzione, in quanto i lavoratori hanno espresso le loro opinioni ed il loro voto in maniera assolutamente libera». Il gruppo dei 27 dipendenti apre un altro fronte polemico e attacca il sindacato: «L'assemblea si è invece espressa sulla presenza poco opportuna di persone - si legge nella lettera - che, pur essendo affettivamente vicini alle sorti della cooperativa, non avevano ragione di essere presenti poiché non facenti parte del gruppo dei lavoratori. Vogliamo anche sottolineare che, nel mettere sul tavolo le due opzioni, fra di loro opposte (da una parte chiusura della tipografia e del bar Le Creste, e conseguente licenziamento di alcuni lavoratori, e dall'altra l'ipotesi di tagli lineari) i sindacati non hanno accennato all'ipotesi di considerare le ore settore per settore, al fine di limare dove effettivamente c'è necessità; tale proposta è uscita dall'assemblea dei lavoratori, i quali, conoscendo molto bene il lavoro che gli operatori della cooperativa Nuovo Futuro svolgono, consapevoli delle specifiche professionalità presenti a tutti i livelli, non hanno potuto avallare l'ipotesi di "spezzettare" le ore di alcuni servizi, poiché così facendo verrebbe meno una delle prerogative della cooperativa: fornire servizi professionalizzati ed efficaci per l'utenza. Sosteniamo invece che i lavoratori che rischiano il licenziamento dovrebbero essere ricollocati, in un'ottica che prevede anche un percorso formativo». E ancora: «I sindacati nel corso dell'assemblea, hanno sollecitato i lavoratori ad aderire, qualora la trattativa non vada a buon fine, allo stato di agitazione; anche in questo caso dall'assemblea sono arrivati pareri contrari, poiché coloro che conoscono bene i servizi che la coop eroga, sanno che non è opportuno scioperare, così come lo stato di agitazione prevede, perché ciò significherebbe lasciare scoperti interventi che metterebbero in gravi difficoltà utenti, famiglie, scuole. Ultima considerazione: lo sciopero prevede una controparte datoriale, che di solito impone ai lavoratori soluzioni vantaggiose per lei. In questo caso non vi è questo tipo di controparte, e a coloro che la vogliono identificare nei lavoratori facenti parte del Cda e della direzione, bisogna ricordare che loro stessi saranno soggetti a tagli delle ore, e a qualunque conseguenza questa situazione possa portare con sé. A tale proposito, da questa situazione esce senz'altro la consapevolezza per tutti i lavoratori della particolarità del nostro lavoro, dove non è possibile intervenire tagliando linearmente, e la particolarità che ci viene data dall'assemblea dei soci nella quale ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, di decidere, di criticare, dove non c'è una controparte, ma semmai qualcuno con cui discutere le criticità».

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