Sicurezza
Stagionali, il caos sussidi incertezza per 1300
Dal Centro impiego della Bassa Val di Cecina: pochi i lavoratori che superano i sei mesi di occupazione, attesa per l’interpretazione ufficiale dell’Inps
ROSIGNANO. 2.800 rapporti di lavoro a tempo determinato di cui 1.306 stagionali. Sono i dati forniti dal Centro per l'impiego della Bassa Val di Cecina rispetto alla scorsa stagione estiva. «La maggior parte dei quali – ha commentato la responsabile del Centro, Patrizia Cotta Ramusino – sono apprendisti mentre coloro che hanno avuto un contratto di sei mesi sono veramente pochi». Nell'esporre i dati fa riferimento alla Naspi, la nuova disoccupazione che sostituirà la vecchia Aspi dal primo maggio. Secondo Ramusino non taglierà la gambe a molti lavoratori stagionali del turismo e del terziario nel territorio della Bassa Val di Cecina, poiché non risultano essere in molti, quelli iscritti nelle liste del Centro per l'impiego, che la scorsa stagione hanno avuto un contratto di sei mesi. Un contratto ottenuto spesso dopo anni di gavetta che permette di mantenersi su redditi annuali non superiori ai 20mila euro, che invece stando ai dati regionali, interesserebbe migliaia di lavoratori. «È vero – ha spiegato Ramusino - che con la nuova disoccupazione ci sarà comunque una redistribuzione delle risorse ma è altrettanto vero che è ancora troppo presto per definirlo con certezza. Al momento non mi sentirei di parlare di dimezzamento dell'indennità poiché le singole situazioni sono del tutto diversificate. Per di più, senza la circolare applicativa dell'Inps, è ancora tutto in movimento e soggetto a varie interpretazioni». Secondo la responsabile del Centro per l'impiego al momento, per quanto riguarda la Naspi, si può parlare comunque sia di pro che di contro. «Tra gli aspetti positivi – ha sottolineato – quello per cui sarà compatibile con rapporti di lavoro subordinato, non interrompendosi più come avveniva fino allo scorso anno. Aspetto questo che stimola a non rimanere a casa, incoraggia il lavoratore e soprattutto cerca di combattere il lavoro nero. Con la Naspi inoltre si allarga la platea poiché ai nuovi ammortizzatori sociali potranno accedere anche altre tipologie di lavoratori come i Co.co.co e i precari». Verrà corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni escludendo però di fatto i periodi già conteggiati per le precedenti indennità di disoccupazione. Motivo quest'ultimo che sta facendo gridare gli stagionali all'allarme sociale. Basterà aver lavorato 13 settimane nei 4 anni precedenti all'approvazione del decreto mentre con l'Aspi serviva un anno di contribuzione in un biennio e con la mini-Aspi 13 settimane negli ultimi 12 mesi. «Già la mini-Aspi – ha concluso Ramusino - veniva corrisposta per la metà delle settimane anche se con la Naspi non ci sono ancora garanzie che si mantengano gli stessi livelli per coloro che hanno contratti inferiori ai 6 mesi». Di certo dipenderà dai contributi versati da ogni singolo lavoratore. Il problema, cambiando le regole di accesso agli ammortizzatori e il sistema di calcolo dell'indennità, riguarderà principalmente coloro che percepivano la vecchia Aspi anche se, come fanno sapere dall'Inps, potrà essere definito soltanto quando uscirà la circolare applicativa. Nel frattempo gli stagionali, in allarme per il taglio dei sussidi, denunciano le loro condizioni già precarie e stanno firmando una petizione online indirizzata all'Inps allo scopo di ottenere quanto meno un'interpretazione della norma a loro più favorevole.
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