Sicurezza
«Senza indennità difficile pensare al futuro»
Le testimonianze. Due giovani raccontano la loro esperienza: il sussidio non è un regalo
ROSIGNANO. Massimo Costagli, classe 1974, lavora da più di dieci anni come portiere notturno in un albergo di Castiglioncello. Con un contratto di sei mesi riusciva fino ad ora, con la "vecchia" Aspi, a percepire altri 6 mesi di indennità. «Piuttosto che accontentarmi della disoccupazione ho sempre cercato di fare anche la stagione invernale – ci racconta - ma da tre anni a questa parte non sono riuscito a trovare nessun lavoro». Impiegato da sempre nel settore turistico, conclusa la stagione a Castiglioncello si trasferiva da Cecina, dove abitava, all'Abetone, a Casciana Terme o in Trentino per fare il cameriere o il portiere di notte e coprire, in questo modo, tutto l'anno. «Da tre anni invece trovo difficoltà perché in montagna assumono per periodi sempre più brevi, ti pagano meno rispetto alla stagione estiva e preferiscono giovani apprendisti. Andando avanti, per me che ho già 40 anni, sarà sempre più difficile. Sto facendo di tutto – conclude – per cercare di mantenermi 12 mesi l'anno. Se mi diminuirà la disoccupazione, dovendo pagare anche un affitto, sarà un problema». Lisa Carducci, classe 1986, lavora da sette anni come receptionist in un albergo di Marina di Castagneto. Anche lei, grazie alla “stagione lunga”, d'inverno ha sempre percepito la disoccupazione ordinaria prima e Aspi poi. «Tutto sommato sia io che il mio fidanzato – spiega – fino ad ora andiamo avanti con il mio sussidio. Lui ogni anno cambia situazione lavorativa, spesso è in balia di quello che offre il momento e non riesce a trovare contratti superiori ai tre mesi. In attesa di qualcosa di meglio la mia indennità riusciva a colmare quello che non prendeva lui. Non dobbiamo pagare un mutuo o un affitto ma le spese le abbiamo lo stesso». Alla soglia dei 30 anni è normale però iniziare a pensare anche ad una famiglia. «Insieme facciamo progetti futuri ma al momento non ci sono i presupposti economici. La disoccupazione comunque non è un regalo che ci fanno – conclude – se negli anni l'abbiamo percepita è perché qualcuno ci ha versato i contributi. Sapendo che noi giovani non avremo mai una pensione, fino ad ora ci abbiamo fatto affidamento, poi vedremo come fare».
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