Il Tirreno

ALLARME OCCUPAZIONE

Nuovo Futuro, si tratta sui singoli casi

Anna Cecchini
L'interno della tipografia di Nuovo Futuro
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L'interno della tipografia di Nuovo Futuro

Cecina: la prima assemblea dei lavoratori dà mandato ai sindacati di analizzare i settori in crisi, salvando tipografia e caffetteria. Proteste per la presenza del Cda

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ROSIGNANO. Scongiurare la chiusura della tipografia e dell’attività al bar del centro Le Creste, e analizzare ogni singolo settore di attività con il punto fermo di salvaguardare tutti i posti di lavoro. Questo il mandato che l’assemblea dei dipendenti di Nuovo Futuro - la prima riunita dopo la notizia dell’avvio del procedimento di licenziamento collettivo per 120 lavoratori - ha dato ai sindacati nella serata di lunedì.
Proteste per la presenza del Cda. Un’assemblea fiume, andata avanti oltre la mezzanotte, che nei locali della Pubblica assistenza di Cecina ha radunato circa 150 dipendenti. Con la presenza, più o meno condivisa dai sindacati e dagli stessi lavoratori, del consiglio d’amministrazione della Nuovo Futuro. Lo stesso Cda che insieme alla dirigenza aziendale, in questo momento di crisi, rappresenta di fatto la controparte dei sindacati e dei dipendenti. «L’affluenza è stata molto alta - spiega Barbara Celati, responsabile cooperative della Cgil Funzione pubblica - , ma devo dire che è la prima volta che mi capita che in un’assemblea dei lavoratori intervenga anche la controparte, che in questo caso era rappresentata dal Cda della coop. La presenza dei consiglieri ci ha dato l’impressione fosse strumentale al fine di limitare il confronto tra lavoratori e sindacato». Anche la Cisl, presente con Carlo Biondi Bendinelli segretario Cisl Fisascat, ha notato la singolarità di questa presenza, ma sottolinea come «nessuno poteva impedire ai membri del Cda di essere presenti, dato che sono anche loro lavoratori della coop».

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La discussione. I sindacati hanno spiegato ai lavoratori le due opzioni di trattativa che al momento sembrano possibili. «Dato che i vertici della Nuovo Futuro - spiega Celati - durante l’ultimo confronto hanno continuato a ripetere di voler chiudere tipografia e attività al bar delle Creste, con relativo licenziamento di nove persone, spiegando di non poter tornare indietro su decisioni aziendali». I sindacati si sono chiaramente opposti a questa opzione, e durante l’incontro di venerdì scorso è emerso che l’unica altra ipotesi poteva essere quella di tagli trasversali di orari di lavori e retribuzioni per tutti i 400 dipendenti, e non solo per i 120 interessati dal procedimento di licenziamento collettivo. Ecco, i sindacati durante l’assemblea di lunedì hanno chiesto il parere ai lavoratori presenti.
«Che hanno condiviso le nostre perplessità - prosegue Celati - sui tagli trasversali per i 400 dipendenti che sono solo di tipo ragionieristico, mentre la nostra proposta, condivisa dai lavoratori, è quella di tagli politici, ossia mirati».
Il voto in assemblea. L’assemblea, con voto quasi unanime, ha dato quindi mandato a Cgil, Cisl e Uil «di non proseguire sulla proposta di tagli che riguardassero i 400 dipendenti - spiega Biondi Bendinelli - ma invece di andare avanti nel considerare settore per settore, in modo da limare dove effettivamente c’è necessità. Immagino che i problemi maggiori li troveremo quando dovremo discutere delle due attività che i vertici di Nuovo Futuro hanno deciso di chiudere, cioè la tipografia e la partecipazione al bar delle Creste».
Come proseguirà la trattativa. «La decisione di proseguire il confronto sindacale settore per settore - dice Celati - implica la valutazione dei singoli casi dei lavoratori, anche per capire se possa esserci interscambiabilità delle mansioni».
«Rimane il fatto - dice Roberto Francesconi della Uil Fpl - che i lavoratori che perderanno il posto di lavoro a seguito delle scelte del consiglio di amministrazione, dovranno assolutamente essere ricollocati nei settori possibili: nessuno dovrà andare a casa».
I sindacati, con il mandato ufficiale dei lavoratori di Nuovo Futuro, invieranno ai vertici della cooperativa la richiesta ufficiale di un incontro urgente per discutere della proposta emersa in assemblea. Un incontro che deve essere organizzato il prima possibile, «anche perché i tempi si stanno allungando - termina Biondi Bendinelli -, se l’accordo non verrà raggiunto con la trattativa tra sindacati e vertici della coop il tutto si sposterà al soggetto competente, che in questo caso è la Provincia. In quella sede continueremo la trattativa per noi unico modo per trovare una soluzione». Di diverso parere le altre sigle sindacali, che paventano azioni di protesta. «Se la risposta dell’azienda fosse negativa - dice Celati - romperemo il tavolo e torneremo in assemblea e torneremo in assemblea con i lavoratori per decidere le azioni da intraprendere».

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