Il Tirreno

Volontari uniti per rivitalizzare il Gozzone

I volontari che hanno ripulito il vecchio mulino
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I volontari che hanno ripulito il vecchio mulino

Gabbro, il Comitato per ambiente e occupazione si oppone alla nuova cava e ripulisce gli antichi mulini

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ROSIGNANO. Ripulire i percorsi naturali per valorizzare un’intera valle. I volontari del Comitato salvaguardia e sviluppo di territorio e occupazione (Cssto) si sono rimboccati le maniche nell'ottica della valorizzazione della Valle del Gozzone hanno riaperto i sentieri di accesso e reso visibili alcune delle preziose testimonianze del passato che erano quasi completamente nascoste da canne, rovi, rami secchi, tronchi caduti, giovani alberelli nati spontaneamente sull'antico calpestio e altra vegetazione invasiva.

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«Notevole - si legge in una nota del comitato, che si oppone alla realizzazione di una cava in zona Gozzone - il lavoro fatto all'antico Mulino di Cima del Gabbro di cui le prime testimonianze risalgono alla fine del 1600». Come gli altri mulini della Sanguigna si trova in uno stato di totale abbandono e senza interventi di manutenzione questi preziosi edifici rischiano di ridursi ad un mucchio di sassi dimenticati.

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«Purtroppo non è stato possibile - si legge ancora nella nota - per l'incolumità dei volontari, ma anche per non pregiudicare la precaria stabilità della struttura stessa, liberare le parti murarie dall'edera e dagli alberi cresciuti su di esse». Il Cssto fa sapere che intende promuovere il salvataggio di questi ruderi che allo stato attuale, nell'incantevole cornice del fresco bosco di vegetazione mediterranea, «sono ancora molto suggestivi nonché di notevole interesse storico e potranno essere ammirati dai partecipanti al prossimo evento del Cssto che si svolgerà domenica 29 marzo».

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