Sicurezza
Fermi i lavori d’ampliamento all’Iti
Il caso: la Provincia insoddisfatta del cronoprogramma seguito dall’impresa. E intanto il ritardo si allunga ancora
ROSIGNANO. Ennesimo rallentamento presso il cantiere allestito ormai dallo scorso settembre nel giardino adiacente all'attuale sede dell'Iti in via della Repubblica. A farlo presente è la stessa Provincia di Livorno, ente di competenza degli istituti superiori. «I lavori per le fondazioni – spiega l'ingegnere Luca Della Santina – sono stati interrotti a causa delle condizioni meteorologiche della stagione ma riprenderanno al massimo entro una settimana».
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Questa volta però la Provincia si sbilancia e riconosce che dopo sei mesi dall'avvio del cantiere qualcosa non quadra. «Al momento – aggiunge – non siamo affatto contenti dell'impresa, non sta rispettando gli impegni e sta perfino ritardando la consegna di un documento presso il genio civile». Della Santina ammette senza giri di parole di aver iniziato a fare pressione all'ati che si è aggiudicata l'appalto dei lavori. «Non ci stanno seguendo – sottolinea – per cui gli stiamo addosso il più possibile. A gennaio gli inviammo già un ordine di servizio che è stato disatteso, per cui in questi giorni provvederemo a spedirne un secondo». L'ati in questione, ossia l'associazione temporanea d'impresa, è quella costituita da due ditte di San Giuliano Terme che in sede di gara hanno proposto un ribasso economico del 16,76% (per un costo totale di 1.103.978 euro) ed una riduzione di più di due mesi rispetto al cronoprogramma del progetto.
«É vero – spiega ancora l'ingegnere – che il tempo a loro disposizione è molto ampio e che nel giro di un anno e mezzo riusciranno a portare a termine i lavori ma è altrettanto vero che se al momento sono stati interrotti oltre che per le condizioni meteo è perché sono impegnati in altri cantieri». Se infatti il cronoprogramma è di 630 giorni, nel frattempo sono già passati sei mesi dall'avvio dei lavori per la costruzione del nuovo prefabbricato. Una vicenda che ha tutto il sapore della beffa perché nel frattempo a rimetterci sono proprio gli studenti dell'Ipsia (che dovrebbero essere trasferiti nella nuova sede) e dell'Alberghiero che chiedono da tempo l'intervento poiché studiano in un edificio datato che necessita di una ristrutturazione sempre più urgente.
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Già lo scorso novembre un cavo dell'Enel di media tensione provocò un rallentamento dei lavori e la necessità di spostare il nuovo edificio di circa tre metri lato mare. Non solo, risollevò le polemiche di molti docenti verso un progetto considerato da loro per vari aspetti già vetusto. Progetto che prevede in questa prima fase la realizzazione di undici aule e di due laboratori (più i servizi igienici) in un prefabbricato adiacente all'Iti con il quale avrà un collegamento interno. Quando questo verrà realizzato partirà solo allora la seconda fase, quella per la quale negli ultimi anni gli studenti hanno sollevato svariate proteste: la ristrutturazione dell'Alberghiero e il successivo trasferimento in questa di tutte le classi dalla sede delle Forbici per la quale al momento la Provincia paga un affitto di circa 73mila euro l'anno.
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