Il Tirreno

Fa il giro del mondo un post di Toncelli solidale con la Tunisia

di Alessandra Bernardeschi
Fa il giro del mondo un post di Toncelli solidale con la Tunisia

Dopo l’attentato. L’architetto e imprenditore di Castiglioncello ha vissuto e lavorato a lungo a Tunisi: «Je suis Bardo»

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CASTIGLIONCELLO. Parte da Castiglioncello l’iniziativa rivolta alla solidarietà per il popolo tunisino che, dopo l’attentato al museo del Bardo, sta reagendo contro il terrorismo. Nicola Toncelli, architetto e imprenditore che da oltre dieci anni, per lavoro, è in stretto rapporto con il tessuto sociale tunisino e dove a Tunisi ha vissuto lunghi periodi, non ha perso tempo. All’indomani dell’attacco terroristico rivendicato dall’Isis ha aderito alla campagna lanciata attraverso la rete dalla popolazione tunisina e ha postato la propria fotografia accompagnata da un cartello scritto a mano, “Io continuo a viaggiare in Tunisia”, sull’hashtag #JeSuisBardo. Una foto che, assieme a quelle di altri cittadini di tutta Europa, è stata ripresa dai più importanti media italiani e stranieri. «Mercoledì – racconta Toncelli - ero su Skipe in contatto con la mia cara amica Besma Saadouli che abita proprio vicino al museo, nel quartiere Bardo. Improvvisamente Besma mi comunica che sta sentendo alcuni spari. Da quel momento sono iniziate a correre le notizie ed ho vissuto, praticamente in diretta, ciò che stava accadendo a Tunisi. Il museo del Bardo è il più antico del mondo arabo ed è il più importante per i suoi 5mila metri quadrati di mosaici romani. Nel momento dell’attentato sapevo che in Parlamento, che si trova in una propaggine del museo, si stava discutendo della legge contro il terrorismo ma, il fatto che due attentatori indossassero l’uniforme delle guardie del museo, farebbe presupporre che l’attentato sia stato rivolto proprio verso il museo stesso in quanto simbolo culturale e luogo che attrae, anche grazie al turismo crocieristico, centinaia di turisti al giorno». Toncelli parla della reazione del popolo tunisino «ho ricevuto messaggi e telefonate da molti amici. Ho sentito tutti addolorati per ciò che è accaduto e dispiaciuti verso il mondo intero. E così, come ho partecipato alla primavera araba, la mia prima tessera politica l’ho presa in Tunisia, durante la quale nel 2011 ho fatto anche campagna elettorale, così come ho vissuto il percorso di democratizzazione che ha portato alla nascita dell’attuale governo, così, seppur attualmente in Italia, mi sono sentito di supportare il popolo tunisino contro quello che loro chiamano il “virus” del terrorismo. Per questo ho partecipato alla campagna nata spontaneamente in rete ed ho postato la foto con l’hashtag #JeSuisBardo. La foto è poi circolata su tutti i social network del mondo. Come sempre il popolo tunisino sta reagendo. A Tunisi, a poche ore dall’attentato, tutti hanno iniziato a radunarsi in Avenue Bourguiba, ma manifestazioni spontanee si stanno svolgendo in ogni paese. Invito tutti a partecipare a questa campagna mediatica – dice Toncelli- a postare la propria foto con l’hashtag #JeSuisBardo e ad inviarla sul mio sito Facebook Nott Shamott così che possa inviarla a tutti i canali tunisini. Credo sia opportuno più che mai far sentire la nostra voce- dice Toncelli - perché la Tunisia è il balcone dirimpetto all’Italia. Non possiamo far sì che i terroristi mettano in crisi il turismo tunisino che è la principale risorsa della nazione. Se così fosse, andrebbe ad aggravarsi la situazione economica, favorendo sacche di povertà nelle quali pesca proprio l’Isis. Per questo è opportuno che i Paesi occidentali, e l’Italia per prima, facciano sentire la propria voce senza dimenticare che la Tunisia è l’unico Paese del mondo arabo che ha compiuto un processo di democratizzazione che è approdato ad un governo e che è stata approvata una Costituzione che si basa sull’uguaglianza dei diritti, anche tra uomo e donna, e dove viene ribadita la libertà di culto e di espressione per tutti».

(Altri servizi a pagina 7)

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