Sicurezza
Pubblica assistenza, 5 nuovi mezzi nel parco
L’associazione: 2.000 i servizi mensili per circa 600.000 chilometri percorsi ogni anno
CECINA. Sono cinque le nuove ambulanze che la Pubblica assistenza di Cecina ha inaugurato la mattina del 22 marzo davanti all’ingresso della chiesa Santa Famiglia di via Ambrogi. Il presidente Romano Giovannini, alla fine della messa, ha atteso don Marco Fabbri per la benedizione ricordando come il sodalizio, solo nel 2014, abbia percorso circa 600.000 chilometri e quindi necessiti di mezzi adeguati per coprire duemila servizi al mese compresa la Protezione civile. Numeri che danno l’idea di quanto l’attività sia cresciuta con il passare degli anni.
Due Fiat Punto per il sociale e il sanitario, un’ambulanza Wolkvagen, un’automedica Fiat Qubo e un fuoristrada per l’antincendio rinnovano il parco dell’associazione, che ha sede in piazza Alessandrini. In tutto, sono 24 macchine compresa la succursale di Montescudaio. Ogni giorno, a turno, 80 volontari indossano l’uniforme della Pubblica assistenza e 50 quella della Protezione civile, spostandosi da Vada a Castagneto più molti paesi dell’entroterra. Un lavoro che Giovannini organizza tra difficoltà e imprevisti per aiutare chi ha bisogno, tutto l’anno, giorno e notte.
«Esprimo riconoscenza al sodalizio per ciò che fa – ha detto l’assessore alla Qualità della vita di Cecina Giovanni Salvini –. Senza dimenticare l’impegno della Protezione civile. Grazie per il vostro quotidiano impegno e per la vostra professionalità. Mi farebbe piacere che, oltre ai mezzi, arrivassero anche nuove energie per dare un altro contributo all’associazionismo».
Dal primo gennaio a oggi, i servizi al mese sono quasi duemila, cento in più rispetto al 2014. Un dato che fa riflettere e che conferma l’associazione come punto di riferimento per il territorio. Inoltre, durante l’estate due mezzi vengono destinati all’anticendio boschivo per conto della Regione. E, sempre dall’inizio dell’anno, sono già state svolte due ricerche di dispersi, interventi vari per i danni causati dal vento ed è stato seguito da vicino l’allarme piena.
«Il volontariato scolora le differenze e unisce le forze», ha detto don Marco prima della benedizione e del taglio del nastro da parte del presidente Giovannini.
Michele Falorni
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