Attenzione
È morta Maresa Buonazia anima dello Scacciapensieri
È stata la prima chef cecinese, nel 1991, a ricevere la stella Michelin col marito Aldo una vita nella ristorazione di qualità e tanti riconoscimenti
CECINA. Se n’è andata in una settimana Maria Teresa Amadio, Lady Scacciapensieri. Per tutti era Maresa, la moglie di Aldo, l’“Aldino” Buonazia. Insieme per più di cinquant’anni, Aldo e Maresa hanno fatto la storia dell’alta cucina cecinese: lei chef, defilata ma con un carattere fortissimo, la mano felice, prima stella Michelin nella provincia di Livorno nel 1991, una lunga sequenza di riconoscimenti e premi; lui in sala, il boss, l’anfitrione.
Ieri mattina, dopo una brevissima malattia che non le ha lasciato scampo, Maresa Buonazia è morta all’ospedale di Pisa. Aveva 74 anni: era nata il 25 novembre del 1940 ad Arsiè, in provincia di Belluno, ma presto si era trasferita a Cecina seguendo il padre finanziere e qui aveva conosciuto Aldo.
Un grave lutto nel mondo della ristorazione. Maresa e Aldo avevano cominciato negli anni Sessanta seguendo la tradizione di famiglia dei Buonazia (originari di Siena) con la trattoria Vecchia Senese, in via Diaz a Cecina, continuando con la Nuova Senese sempre in via Diaz - all’epoca giovanissima Maresa stava in sala col marito e il suocero Santi: ai fornelli c’era la suocera Maria. Maresa prese in mano la cucina quando col marito aprirono la Cantina Senese a Castiglioncello, che diventò punto di riferimento per i cinematografari e i Vip della Perla, Mastroianni, Sordi, Panelli, Spadolini. L’esperienza continua con L’Orto a Cecina Mare, infine, dall’84, lo Scacciapensieri. Ed è lì che cominciano a piovere i premi. Fino alla stella Michelin. Come raccontò il marito in un’intervista al Tirreno, «io non so cuocere neanche un uovo, lei sì che ha la mano felice, è questo che fa la differenza: attenzione alle materie prime, anche se a volte ci rimetti, voglia di innovare ascoltando i clienti, abilità nell’esecuzione. Una volta Maresa dette a una guida padella, sale, vongole... tutto quello che serviva per fare gli spaghetti. Lui l’aveva osservata mille volte cucinare la sua insuperabile pasta alle vongole. Tornò e ammise: non è la stessa cosa».
Nel 2010 Aldo e Maresa lasciano il ristorante al figlio Gianluca e alla nuora Rossella. Ma in realtà allo Scacciapensieri ci sono sempre. Racconta Rossella: «L’ultima volta che ha lavorato era il 4 febbraio, è venuta a sostituirmi perché ero impegnata in un corso a Milano. Da lei si poteva solo imparare».
Come grande cuoca e instancabile lavoratrice la ricordano gli amici intimi. «Era inarrivabile», dice Lucia Castellacci, ex consigliera comunale di Forza Italia, che ieri su Facebook ha postato una vecchia fotografia con Aldo, Maresa e Aurelio Pellegrini, ex sindaco Pd di Montescudaio.
«Eravamo amici da 40 anni - racconta Pellegrini, che le è stato vicino anche durante i giorni della malattia - una grande donna e una grande cuoca». Anche lui la ricorda su Facebook con una foto che la ritrae insieme al marito: «Ti voglio ricordare così, sempre insieme ad Aldino, nel giorno dell’inaugurazione dello Scacciapensieri. Quasi 40 anni di amicizia indimenticabile e sono contento che non più tardi dell'altro ieri mi ha raccontato, come eredità, una tua ricetta segreta!»
Stamani in tarda mattinata la salma verrà trasferita da Pisa all’obitorio di Cecina, e alle 15 sarà officiata la messa funebre nella chiesa della Santa Famiglia. Poi il corpo sarà cremato. Alla famiglia le condoglianze de Il Tirreno.
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