Il Tirreno

green

Dinamo Verde, l’impianto brevettato made in Cecina

di Manolo Morandini
La presentazione di Dinamo Verde allo Smau di Berlino
◗
La presentazione di Dinamo Verde allo Smau di Berlino

Cecina, l’azienda Verde 21 dopo la presentazione a Berlino è pronta alla produzione. Un unico sistema che combina la produzione di energia da più fonti rinnovabili

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Nel nome c’è l’ambizione di ciò che promette. Dinamo Verde è il progetto della macchina che si basa sulla tecnologia multisorgente per produrre energia pulita. A metterla a punto è l’azienda cecinese Verde 21 che prima di presentarla in occasione della fiera Smau di Berlino, la scorsa settimana, ha depositato le richieste di brevetto internazionale per le soluzioni tecnologiche messe a punto. In più c’è la scelta di un approccio “friendly”, di un’estetica dell’impianto che in sé abbia la gradevolezza dell’estetica.

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.11103293:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11103293:1652041297/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Siamo riusciti a ottimizzare la produzione simultanea da più fonti attraverso il sistema degli accumuli di energia – dice l’amministratore di Verde 21 Amerigo Della Pina –. Riusciamo a ottenere una produzione ottimale combinando i diversi sistemi che lavorano in sinergia». Multisorgente significa sfruttare in un unico impianto il potenziale energetico che può essere ricavato dal sole, il suolo, l’aria e l’acqua. «Impieghiamo materiali di uso diffuso e tutto, compreso le viti, è made in Italy». E Dinamo Verde è in grado di produrre sia energia elettrica che termica.

Nelle stanze di Verde 21 all’interno del Polo tecnologico Magona, si fa la progettazione e l’assemblaggio. «Per la produzione ci avvaliamo della rete di fornitori con cui collaboriamo negli interventi di riqualificazione energetica di edifici e capannoni», sostiene Della Pina.

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.11103249:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11103249:1652041297/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

A dare forma a Dinamo Verde è l’architetto Francesco Alocco. «La tecnologia non viene nascosta ma è una parte centrale del contesto in cui si inserisce – spiega Della Pina –. Un’estetica che ha anche il valore di un messaggio in positivo per cui crediamo che il macchinario possa trovare spazi all’interno di aziende e in contesti pubblici. Insomma, è come un totem che ha in sé i tratti distintivi dell’innovazione e del rispetto per l’ambiente».

Nell’ipotesi di presentazione Dinamo Verde è collocato nel piazzale del Teatro dell’opera di Firenze. Il macchinario può essere realizzato a moduli. Le cifre non vengono anticipate. «Un impianto dalla potenza di 30 kw termici e 8Kw elettrici in otto anni di esercizio ripaga l’investimento necessario per l’acquisto e l’installazione», dice l’amministratore di Verde 21. I tempi per la realizzazione sono nell’ordine dei tre mesi.
«Tornati da Berlino adesso siamo nella fase delle proposte – sostiene Della Pina –. Entro la fine di quest’anno contiamo di installare il primo macchinario e vorremmo poterlo fare in Toscana. Ma tra tre anni l’obiettivo è di attestarci sulla produzione di una decina di impianti. La cultura green ha sicuramente un potenziale».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa