Il dolore
Addio a Maresa Buonazia, Lady Scacciapensieri
Cecina, lutto nella ristorazione cecinese: è stata la prima chef stellata della provincia. Con il marito Aldo una bandiera dell'alta cucina
CECINA. Se n’è andata in una settimana Maria Teresa Amadio, Lady Scacciapensieri. Per tutti era Maresa, la moglie di Aldino, Aldo Buonazia. Insieme per più di cinquant’anni, Aldo e Maresa hanno fatto la storia dell’alta cucina cecinese: lei chef, defilata nel regno dei fornelli ma con un carattere fortissimo, la mano felice, prima stella Michelin nella provincia di Livorno nel 1991, una lunga sequenza di riconoscimenti e premi; lui in sala, il boss, l’anfitrione.
Il 22 marzo, dopo una brevissima malattia che non le ha lasciato scampo, Maresa Buonazia è morta all’ospedale di Pisa. Aveva 74 anni: era nata il 25 novembre del 1940 ad Arsiè, in provincia di Belluno, ma presto si era trasferita a Cecina seguendo il padre finanziere e qui aveva conosciuto Aldo. Un grave lutto nel mondo della ristorazione. Maresa e Aldo avevano cominciato negli anni Sessanta seguendo la tradizione di famiglia dei Buonazia (originari di Siena) con la trattoria Vecchia Senese, in via Diaz a Cecina, continuando con la Nuova Senese sempre in via Diaz - all’epoca giovanissima Maresa stava in sala col marito e il suocero Santi: ai fornelli c’era la suocera Maria. Maresa prese in mano la cucina quando col marito aprirono la Cantina Senese a Castiglioncello, che diventò punto di riferimento per i cinematografari e i Vip della Perla.
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L’esperienza continua con L’Orto a Cecina Mare, infine, dall’84, lo Scacciapensieri. Ed è lì che cominciano a piovere i premi. Fino alla stella Michelin. Come raccontò il marito in un’intervista al Tirreno, «io non so cuocere neanche un uovo, lei sì che ha la mano felice, è questo che fa la differenza: attenzione alle materie prime, voglia di innovare ascoltando i clienti, abilità nell’esecuzione. Una volta Maresa dette a una guida gastronomica padella, sale, vongole... tutto quello che serviva per fare gli spaghetti. Lui l’aveva osservata mille volte cucinare la sua insuperabile pasta alle vongole. Tornò e ammise: non è la stessa cosa».
Maresa si esprimeva in cucina, preferiva lasciare le pubbliche relazioni al marito. Ma quando raccontava della cerimonia per la consegna della stella Michelin, all’enoteca Pinchiorri di Firenze, tempio dell’alta cucina, s’illuminava. Una grande soddisfazione: era il 1991, e di donne chef non ce n’erano molte. A Cecina e nella provincia di Livorno donne nell’alta cucina meno che mai. La ristorazione di qualità era ancora agli albori e lei col marito ne è stata un’antesignana. Raccolta la tradizione della suocera, Maresa aveva continuato sulla propria strada, dando un’impronta originale al suo menù. La stella arriva dopo sette anni dall’apertura dello Scacciapensieri, il gioiello della sua carriera di ristoratrice, che ha visto tanti clienti noti, da Spadolini a Mastroianni, Panelli, Toscani.
Nel 2010 Aldo e Maresa lasciano il ristorante al figlio Gianluca e alla nuora Rossella. Ma in realtà allo Scacciapensieri ci sono sempre. Racconta Rossella: «L’ultima volta che ha lavorato era il 4 febbraio, è venuta a sostituirmi perché ero impegnata in un corso a Milano. Da lei si poteva solo imparare». Come grande cuoca e instancabile lavoratrice la ricordano anche gli amici intimi. «Era inarrivabile», dice Lucia Castellacci, ex consigliera comunale di Forza Italia, che ieri su Facebook ha postato una vecchia fotografia con Aldo, Maresa e Aurelio Pellegrini, ex sindaco Pd di Montescudaio. «Eravamo amici da 40 anni - racconta Pellegrini, che le è stato vicino anche durante i giorni della malattia - una grande donna e una grande cuoca». Anche lui la ricorda su Facebook con una foto che la ritrae insieme al marito: «Ti voglio ricordare così, sempre insieme ad Aldino, nel giorno dell’inaugurazione dello Scacciapensieri. Quasi 40 anni di amicizia indimenticabile e sono contento che non più tardi dell'altro ieri mi ha raccontato, come eredità, una tua ricetta segreta!»
Il 23 marzo in tarda mattinata la salma verrà trasferita da Pisa all’obitorio di Cecina, e alle 15 sarà officiata la messa funebre nella chiesa della Santa Famiglia. Poi il corpo sarà cremato
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