Il Tirreno

la curiosità

Quercia e cipresso, quell’abbraccio più forte del vento

di Divina Vitale
La quercia e il cipresso in via delle Pievi a Donoratico
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La quercia e il cipresso in via delle Pievi a Donoratico

Castagneto Carducci, i due alberi secolari sono in via delle Pievi a Donoratico. Scoperti da un pensionato appassionato di passeggiate: un matrimonio della natura

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CASTAGNETO CARDUCCI. Un abbraccio della natura, un amore sbocciato in modo casuale. L’eccezionalità dell’evento è che i protagonisti sono due grandi alberi, caratteristici della macchia mediterranea: il cipresso e la quercia. Piante secolari, di lunga vita, giganti verdi che se ne stanno lì, per secoli appunto, indisturbati. Possono cedere, talvolta, come ha dimostrato la violenta bufera di grecale dei primi giorni di marzo, cadere sotto la forza di episodi catastrofici, ma sempre naturali. Oppure restare lì, vicini vicini, quasi appoggiati, a cullarsi, fino a stringersi in un abbraccio. Come un incontro, un sodalizio miracoloso. Accade a due piante in via delle Pievi alla periferia di Donoratico, frazione del comune di Castagneto Carducci.

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A notarle un pensionato, Franco Paoletti, 80 anni, ristoratore in pensione. «È stata una scoperta degli ultimi giorni – racconta Paoletti – e l’ho trovata molto interessante. Si tratta di un fenomeno raro. Sono piante vecchie, ma che con questo incontro manifestano la particolarità del manifestarsi della vita naturale. È come se il cipresso e la quercia si fossero fusi, uniti, seppure siano piante che non hanno niente in comune. Si tratta di un matrimonio che la natura ha voluto celebrare. I tronchi si mischiano in uno solo e tornano a diversificarsi solo nell’alto delle loro potenti chiome». Che aggiunge: «A una prima analisi il cipresso sembra una femmina, perché presenta rami più aperti, mentre il maschio solitamente è più chiuso a cono. E allora mi piace immaginare che la “cipressa” si sia innamorata di una vecchia quercia, trovatesi in maniera insolita, si sono stretti in un legame naturale indissolubile. Il risultato infatti è contro ogni logica e risulterebbe molto strano che qualcuno li abbia, volontariamente, piantati così vicino. Sembra proprio si tratti di una situazione casuale».

Un cuore tenero quello di Paoletti che ancora, a 80 anni, nelle passeggiate che ama regalarsi, resta ammirato dagli spettacoli suggestivi che la natura può offrire. «Lo spirito che continuo a coltivare dentro di me – conclude – mi permette ancora di fotografare le immagini che incontro con gli occhi e con il cuore».

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