Gioco
Quando la favola di Pinocchio incanta 500 ragazzi
Successo per l’iniziativa del centro studi Commedia all’italiana Il regista D’Alò: «Storie tradizionali, che raccontano la vita»
ROSIGNANO. Ieri mattina la sala del teatro Ernesto Solvay si è riempita con più di 500 bambini delle scuole primarie (Solvay, Europa, Fucini, Alighieri) e della scuola materna Piccole Tracce, tutti riuniti per vedere il “Pinocchio” del regista Enzo d'Alò. L'iniziativa, patrocinata dal comune di Rosignano, rientra nell'ambito del progetto “Lanterne Magiche”, promosso dalla Mediateca della Toscana in collaborazione con il centro studi Commedia all'italiana, il teatro Solvay e il cinema di Castiglioncello. «Con questa iniziativa siamo in contatto con le scuole di ogni ordine e grado per promuovere la cultura cinematografica con opere classiche e recenti – spiega Massimo Ghirlanda, presidente del Centro Studi- è un progetto che è partito nel 2008, e va avanti con molte iniziative da settembre a giugno con un programma molto ricco». Enzo d'Alò, regista, sceneggiatore e musicista, considerato uno dei massimi esponenti europei del cinema di animazione, autore di cinque lungometraggi, tra cui oltre a “Pinocchio”, ricordiamo anche “La gabbianella e il gatto” e “Freccia azzurra”, ha partecipato alla proiezione insieme a Maricla Affatato, produttrice e doppiatrice del personaggio della volpe nel film di Pinocchio. Il classico di Collodi è rappresentato nel film con i disegni di Lorenzo Mattotti e le musiche di Lucio Dalla, con la sceneggiatura di d'Alò e Umberto Marino. Il titolo dell'iniziativa recitava “Ci sono favole che non hanno età e ci accompagnano tutta la vita”: «Questo perché si tratta di storie che arrivano da molto lontano, anche dall'alto medioevo, e i meccanismi narrativi oltrepassano il senso del tempo, sono storie che riguardano la vita – ha spiegato il regista Enzo d'Alò- i criteri drammaturgici che portano dentro la storia lo spettatore stimolano l'identificazione e l'immedesimazione. Mi sono molto interrogato sulla strada corretta da percorrere per raccontare Pinocchio. È una storia controversa quella di Collodi, un classico che apre a molti interrogativi». Sull'iniziativa delle “Lanterne Magiche” che ha portato una ricchissima platea di bambini a condividere questa esperienza cinematografica il regista d'Alò aggiunge «queste sono iniziative importanti e ammirevoli perché fanno uscire i ragazzi dalle scuole e li mettono in contatto con differenti dimensioni; la dimensione della relazione cinematografica va difesa, condivisa, raccontata e insegnata, soprattutto alle nuove generazioni».
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