Il Tirreno

Preso a coltellate il gommone della Guardia costiera di Cecina

di Manolo Morandini
Preso a coltellate il gommone della Guardia costiera di Cecina

L’atto di sabotaggio filmato dalle telecamere di videosorveglianza del Circolo nautico di Marina Un pescatore indagato dai carabinieri per il danneggiamento all’imbarcazione e altri reati

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CECINA. Un atto di sabotaggio. Non ci sono dubbi per gli inquirenti. Tranciati di netto un tubolare a poppa e uno a prua. Eppure l'imbarcazione non affonda. A tenerla a galla è lo scafo in vetroresina. La trovano così i militari della Guardia costiera di Cecina. È la mattina del 17 marzo quando fanno la scoperta nel porto di Marina. E nelle stesse ore bussano alla caserma dei carabinieri di Cecina per denunciare a carico di ignoti i danneggiamenti.

Scattano le indagini. L'episodio di sabotaggio risale alla sera del 16 marzo. La data come la dinamica sono certi. Il tutto viene ricostruito riavvolgendo il nastro delle immagini riprese dal circuito di videosorveglianza del Circolo nautico.

I filmati vengono sequestrati dai carabinieri ma chi li ha visti racconta di un uomo che all’imbrunire, approfittando dell'assenza di persone sul porto, arriva a ridosso delle banchine a bordo di uno scooter. In testa indossa un casco integrale. Lo si vede avvicinarsi a una delle telecamere e metterla fuori servizio. Ma a sorvegliare quel tratto di banchina ce ne sono altre e sono queste a documentare l'accaduto.

A poco serve lo scrupolo dell’uomo di tenere il casco integrale calcato sulla testa. Lo si vede avvicinarsi all'imbarcazione della Guardia costiera. E armato di coltello infierire sui tubolari. Un taglio deciso a prua e l'altro a poppa. Poi si allontana. Inconsapevole di aver lasciato dietro di sé una scia di indizi ritenuti fondamentali per incastrarlo.

Nel frattempo l’imbarcazione viene tirata in secco. Il danno economico è rilevante. A distanza di meno di 48 ore dalla denuncia i sospetti dei carabinieri si orientano su Andrea Passeri, pescatore professionista e tramagliaio. Tanto che l’uomo, 56 anni originario di Cecina, la sera del 18 marzo viene prelevato da un bar di Marina e portato in caserma. A documentarlo è lo stesso pescatore con una copia del verbale di identificazione. Verbale in cui viene invitato a nominare un difensore di fiducia. L’uomo, infatti, è indagato per il danneggiamento dell’imbarcazione della Guardia costiera, e quindi anche per interruzione di pubblico servizio. Inoltre, per le minacce che avrebbe proferito ai militari della Guardia costiera e ai carabinieri della stazione di Cecina. Ma anche per minacce aggravate dall’uso di un coltello nei confronti di due persone che non hanno sporto denuncia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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