Il dolore
«Cani, non c’è allarme veleno ma state attenti»
CECINA. Tranquillizza i proprietari di cani, il dottor Marco Melosi, presidente dell’Ordine dei veterinari della provincia di Livorno. Dopo l’allarme lumachicida molti proprietari si sono rivolti a...
CECINA. Tranquillizza i proprietari di cani, il dottor Marco Melosi, presidente dell’Ordine dei veterinari della provincia di Livorno. Dopo l’allarme lumachicida molti proprietari si sono rivolti a lui e ad altri veterinari di fiducia, preoccupati per la salute dei loro animali. «Negli ultimi tempi - dice Melosi - nessun collega con ambulatorio veterinario a Cecina è venuto a conoscenza o ha trattato cani deceduti per un avvelenamento da metaldeide». A Melosi interessa soprattutto dare delle informazioni chiare su come trattare i cani nel caso di sospetti avvelenamenti. «La metaldeide - dice - essendo un lumachicida, si presenta sotto forma di piccoli granuli verdi-azzurri e non in palline; riconoscerla è importante proprio perché spesso l'ingestione può risultare letale per il cane. La sintomatologia dei cani che l'hanno ingerita, spesso accidentalmente a causa del sapore gradevole, è caratterizzata da sintomi neurologici violenti con spasmi muscolari, contrazioni tonico-cloniche, convulsioni, irrigidimento con iperestensione del capo e della colonna in un tipico atteggiamento "ad arco", ipersalivazione, pupille dilatate, tachicardia (aumento della frequenza cardiaca), aumento della frequenza respiratoria, congestione o pallore delle mucose. Le feci diarroiche inoltre si presentano tipicamente dello stesso colore del lumachicida e cioè verde/azzurro». Melosi invita i proprietari di cani a portarli tranquillamente in pineta, «anche se è sempre bene controllare quando il cane tenta di ingerire del materiale sospetto raccolto dal terreno. Nel dubbio è bene far vomitare il cane e per questa ragione raccomando a tutti di portare con sé della comune acqua ossigenata e farla ingerire al cane; 10 cc circa saranno sufficienti per farlo vomitare rapidamente ed escludere un possibile avvelenamento».
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