Sicurezza
Solidarietà al geometra nel mirino
San Vincenzo, al fianco di Fausto Salti si schiera anche il sindaco Bandini
SAN VINCENZO. Molte sono state le reazioni sui social network alla notizia dei danni e delle intimidazioni, con risvolti di barbarie e inaudita ferocia, subìti da sei anni a questa parte, per mano di ignoti, dal 52enne sanvincenzino Fausto Salti, geometra e tecnico comunale dell’ente pubblico sanvincenzino. Una storia che sembra davvero uscire da un film del terrore, e che ovviamente non poteva non produrre reazioni di vario genere.
Mentre c’è chi esprime la propria solidarietà e la propria vicinanza al dramma umano di Salti, c’è anche chi sentenzia che “deve averla fatta molto sporca”, pur dicendo al contempo che gli atti commessi ai danni di Salti sono da condannare, e c’è anche chi mette in relazione gli atti inumani commessi nei confronti del geometra con il rinvio a giudizio del 2013 nei confronti dello stesso Salti per questioni legate a una questione di eredità. Un groviglio che rischia dimettere in ombra il dramma umano di Salti che esasperato ha scelto di uscire dal privato e rendere pubblica la vicenda.
Che una qualsiasi persona sia rinviata a giudizio non significa, fino a prova contraria, che sia colpevole. E se anche fosse giudicata tale resta incomprensibile il sistema di terrore in cui è costretto a vivere a causa di atti di fredda cattiveria e barbarie. Capita così che su Facebook sfugga il peso di affermazioni come “deve aver fatto qualcosa di molto sporco”, o altre del genere.
«Si tratta di attacchi vigliacchi e subdoli, al di fuori di ogni logica», taglia corto il sindaco di San Vincenzo Alessandro Massimo Bandini. Che aggiunge: «Al di là della solidarietà e del rapporto di collaborazione e amicizia che mi lega a Salti, quella di cui è vittima è una vicenda che lascia costernati».
Chi cerca di fare giustizia sommaria e apologia del sospetto, non si accorge forse non solo di colpevolizzare Salti ritenendo tacitamente “giustificato” l’incubo che vive da anni, ma neanche di mettere di fatto in relazione episodi e di gettare quindi allusioni chiare sui presunti colpevoli delle violenze subìte da Salti. «Per far valere le proprie ragioni ci sono gli organi preposti cui rivolgersi – dice Bandini –. E prima il confronto diretto tra persone civili. La nostra è una piccola comunità in cui da sempre la solidarietà e il rispetto reciproco sono alla base della convivenza». E conclude: «È inaccettabile e ingiustificabile ridurre la vita di una persona al terrore costante. Spero davvero che sia fatta luce su questa terribile vicenda».
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