Il Tirreno

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Rubano anche le grondaie al cimitero comunale

Michele Falorni
Una delle grondaie mancanti al cimitero comunale (foto Falorni)
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Una delle grondaie mancanti al cimitero comunale (foto Falorni)

Cecina: La banda del rame non risparmia neppure il luogo di culto dei defunti.In azione nella notte: portati via alcuni metri, la scoperta del custode

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CECINA. Per rubare le grondaie in rame dal cimitero hanno approfittato della piovosa notte tra domenica 15 e lunedì 16 marzo, forse dopo avere studiato il colpo. Entrare al camposanto di via della Rimembranza non è semplice, ma la banda di malviventi – italiani o stranieri non si sa – si è organizzata, ha preso tempo e poi ha colpito senza lasciare tracce. Anzi, è probabile che sia fuggita prima dell’alba, consapevole di come nessuno avrebbe visto né notato niente fino a giorno fatto. Rimangono però la gravita del gesto, in quanto si tratta di un luogo sacro, oltre alla rabbia della gente. Per ricostruire cosa è successo e come si è svolto il colpo è bastato recarsi al cimitero, ascoltando chi fa visita ai propri cari tutti i giorni. Intanto, per vedere dove i ladri hanno colpito bisogna entrare dal cancello a sinistra del negozio del fioraio e raggiungere la fine del primo corridoio, per poi trovarsi davanti a un altro gruppo di tombe alla cui sommità mancano appunto le grondaie che chiudono il tetto. A ben guardare, e chi lo ha notato se n’è accorto, mancano diversi pezzi su vari lati della costruzione.


Quindi la banda ha controllato bene prima di agire. Quei tubi sono preziosi perché il rame si può rivendere. Non è il primo caso nella zona, ma siccome il colpo riguarda il camposanto saltano alla gente saltano i nervi. Inoltre, si sono chiesti in tanti, da dove sono passati questi signori? C’è chi dice dal vicino muro di cinta, che però è alto e, almeno a colpo d’occhio, difficile da scalare.
Ma siccome il piano è stato preparato nei particolari, è ipotizzabile che sia stata utilizzata una scala, evitando così il pericoloso passaggio da uno dei tre cancelli di ingresso e la possibilità comunque remota di essere scoperti. Il maltempo li ha favoriti, anche nel lavoro fatto con arnesi vari per staccare le parti in rame. Non dev’essere stata un’operazione veloce, ma per mani esperte nemmeno complicata. Una volta smontate le parti, non è rimasto che scendere le scale, avvicinarsi a un’altra parete e ricominciare da capo. Infine, prendere i cilindri del valore di qualche migliaio di euro, raggiungere il muro, scavalcarlo e nascondere tutto in un furgone per lasciare alla svelta il camposanto senza tracce, approfittando del buio per fuggire evitando occhi indiscreti. Il colpo al cimitero, scoperto la mattina seguente, si aggiunge alla triste razzia delle tombe, proprio nella stessa ala, dell’anno passato. Quando, sbalorditi, i familiari dei defunti trovarono i vetri delle foto rotti, i fiori gettati a terra e la pietra scheggiata in più punti. Senza considerare i cavi di rame strappati in varie zone della città, sempre con l’obiettivo di rivenderli.

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