Il Tirreno

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Piano per le emergenze: "Solvay non ci ha informato"

Anna Cecchini
Una veduta dello stabilimento Solvay
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Una veduta dello stabilimento Solvay

Rosignano: Rsu Ineos bacchetta lo stabilimento: «Non ci hanno coinvolto, lo abbiamo saputo per caso. Lavoriamo nel Parco e abbiamo diritto di avere notizie sulla sicurezza»

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ROSIGNANO. Nella sicurezza nessuno può e deve essere autosufficiente». Il messaggio delle Rsu Ineos ai vertici Solvay è inequivocabile, e sottolinea senza mezzi termini l’inadeguatezza del comportamento che l’azienda chimica ha tenuto verso le ditte operanti all’interno del parco industriale. l motivo del contendere è legato al nuovo piano di emergenza estena preparato dal colosso della chimica e aprovato nei giorni scorsi dalla Prefettura. Un piano che (lo descriviamo nell’articolo a fianco, ndr) prevede la suddivisione del territorio in tre fasce e i comportamenti da tenere in eventuali incidenti con fughe di cloro e ammoniaca.

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«Il piano emergenza esterno stabilimento Solvay è un atto importante per garantire la sicurezza dei lavoratori del parco industriale Solvay e per i cittadini della comunità di Rosignano. «Proprio per l’importanza che esso ha - si legge in un volantino che le Rsu Ineos hanno diffuso all’interno dello stabilimento - dovrebbe coinvolgere a partire direttamente tutti gli attori dalle aziende coinsediate nel parco, con i loro lavoratori ed i rappresentanti sindacali e dei rappresentanti della sicurezza dei lavoratori». Le Rsu ribadiscono di aver saputo per caso della presentazione del piano. «Avere avuto informazioni tramite stampa - prosegue il volantino - e non anzitempo e direttamente dalla Solvay e dalle aziende del parco industriale Solvay la dice lunga sullo stato di relazioni che le aziende del parco intendono proseguire sul tema della sicurezza, salute e ambiente. Sicuramente sono convinte di essere autosufficienti su certi temi così sensibili e importanti per il territorio ed i lavoratori. Ci permettiamo di dire che è un pensiero pericoloso».
Evidente la posizione della Rsu. «Capiamo che il piano viene approvato dalla Prefettura - precisa Stefano Santini, della Rsu Ineos - però è evidente la necessità che i lavoratori interni delle varie aziende lo conoscano e lo condividano». «Non mancheranno occasioni pubbliche - termina il volantino - per esprimere il nostro dissenso sul nostro non coinvolgimento sul piano emergenza ultimo».


Più pacata la posizione della Rsu Solvay, che tramite la segretaria Rossella Vallini fa sapere che «chi illustra il piano è il Comune». Ma certo ammette che anche i sindacati dell’azienda chimica hanno saputo in ritardi della stesura e dell’approvazione del piano. «Ci è stato comunicato - dice Vallini - dal direttore venerdì mattina durante una riunione con i responsabili della sicurezza, e poi il giorno successiva la notizia è stata resa pubblica. Diciamo che Solvay è arrivata un po’ in ritardo e comprendo i colleghi di Ineos che di tutto ciò non sapevano nulla».
 

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