Il Tirreno

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La Ribalta in onore di Dino Lessi

di CARLO ROTELLI
La Ribalta in onore di Dino Lessi

Botti, Dini, Paganelli e Rotelli lo ricordano a dieci anni dalla morte

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di CARLO ROTELLI

«Siamo già in tre. Se vieni siamo in quattro a proporre qualcosa per ricordare Dino Lessi». Così insolitamente laconico mi invitava Dino Dini a partecipare ad un incontro. Risposi subito di sì e mi sono trovato di lì a qualche giorno, nel mio ruolo di presidente dell'Artimbanco, la scuola di teatro, con Walter Botti, musicologo, con Massimo Paganelli, a suo tempo factotum di Armunia, e naturalmente con Dini, giornalista e editore, a discutere sul che fare per onorare la memoria del fondatore del teatro Solvay a dieci anni dalla sua dipartita. Quattro signori un po' in là con gli anni, per non dire anziani, ma che proprio per questo avevano conosciuto il Lessi di persona e nelle stagioni della sua non breve vita. Ben 104 anni, di cui gran parte spesi nel far vivere uno dei luoghi deputati nell'intera provincia livornese in cui si è fatto del buon teatro. E si è allevato così insieme ad un pubblico appassionato di prosa, di lirica (e magari anche di rivista), anche qualcuno animato da vocazione e da talento per lo spettacolo. È nata così "La Ribalta", il nome con cui si è inteso definire il gruppo dei quattro che si sono intestati il ruolo di richiamare l'opinione pubblica locale (e non solo) ad un recupero di un personaggio che ha svolto forse senza averne piena consapevolezza il compito di radicare col teatro nelle varie generazioni uno degli elementi del processo identitario col proprio territorio, con la località dove si è nati e si è vissuto. La Ribalta, per carità, non ha nessuna volontà, almeno per il momento, di procedere ad una struttura organizzativa, ad una associazione con tutti i crismi della ritualità legalizzata. Piace muoversi senza formalismi su questa iniziativa di recupero. Da qui i primi incontri con Solvay e con il Comune al fine di conseguire le necessarie collaborazioni. Ed anche con l'Università popolare, per le implicite note ragioni di operatività all'interno del teatro e per l'intesa di una vita di quella associazione con Lessi. Incontri molto positivi, oserei dire in qualche caso entusiastici, se non temessi la retorica. Di fatto dai primi incontri pare che la cosa piaccia. Solo alle generazioni di antica data? Questo si vedrà. Per il momento le istituzioni aderiscono oltre la formalità. Si è certi che la sera in cui si chiameranno i cittadini a partecipare ci saranno i saluti e gli auspici sia della direzione Solvay che dell'amministrazione comunale, insieme alla presidenza dell'Up.

Già alcune idee prendono corpo. La prima: i quattro de La Ribalta, dopo i saluti iniziali della autorità, parleranno del "mio Lessi", nel senso che ciascuno ricorderà il suo personale rapporto che ha avuto con lui. La seconda: si aprirà a quanti tra il pubblico vorranno contribuire ad un personale ricordo, anche un semplice aneddoto, un riferimento occasionale. La terza: ci sarà spettacolo, prosa e musica. Contribuiranno per questa fase una recita dell'Artimbanco e il concerto diretto dal maestro Muzzati, nipote di Dino Lessi, musicista di valore che dirige Sensus, un'orchestra specializzata in musica antica del Quattrocento. Una felice occasione in cui, con la personalità di Muzzati, si referiscono a Lessi sia il legame parentale che la comune passione per la musica. Insomma si prefigura una serata ricca di spunti, di riferimenti, di ricordi, ed anche di spettacolo. Il pubblico potrà usufruire della gratuità e verrà invitato a partecipare direttamente nei termini indicati.

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