Finanza
Sei cani avvelenati
Allarme in città, nel mirino un lumachicida
CECINA. Affiora dalla sabbia quasi fosse un sasso levigato dal mare. Invece, quella pallina azzurra è metaldeide, un veleno anti chiocciole e molluschi, che alcuni cani hanno ingerito in questi giorni tra Marina, l’ingresso della pineta e le piazze della Ladronaia. Sei di loro sarebbero già morti: questo racconta chi, passeggiando con Fido al guinzaglio, ha parlato con i proprietari. Un avvelenamento voluto? Comunque sia, un gesto che ha lasciato senza parole l’assessore all’ambiente del Comune di Cecina, Caterina Barzi, e il comandante della Forestale Massimo Celati. Non è possibile, si chiedono in tanti, che qualcuno sparga in giro sostanze chimiche a volte letali. Perché? “Mi informerò, farò delle verifiche tenendomi in contatto con la Forestale – spiega Barzi – e telefonando ai veterinari della zona per avere risposte più precise. Voglio accertare se sono veri atti di questo tipo, che comunque mi lasciano allibita. Intanto, suggerisco prudenza tenendo i cani al guinzaglio”.
La zona della Ladronaia sembra la più colpita. Il proprietario di un bassotto, è dovuto correre dal veterinario perché il cane aveva ingoiato sulla spiaggia vicino ad Andalù una “polpetta avvelenata”, come tutti chiamano il metaldeide. Tra i sintomi rilevati, la milza ingrossata, la gastrite cronica e la temperatura che si abbassa. Per fortuna l’amico a quattro zampe si è salvato. Ma questo è solo uno dei casi. Altri, forse, sono più gravi. La domanda che chiunque si pone è: dove andiamo a passeggio?, visto che certe zone sono divenute poco sicure.
“Abbiamo ricevuto una segnalazione – conferma il comandante della Forestale di Cecina –, ma ad oggi (ieri per chi legge) non ci sono bocconi ritrovati. Abbiamo però iniziato le ricerche in pineta e andremo avanti nei prossimi giorni per capire meglio. E’ intensificando i controlli che forse avremo il quadro esatto. Ne riparleremo con l’assessore Barzi”. Già, perché è frequente incontrare al fresco dei pini e sull’arenile persone che passeggiano e corrono con il cane accanto. Dopo quanto è successo, l’attenzione si è alzata. “Episodi da non trascurare – chiude Stephen Vignali, veterinario e coordinatore per l’Asl delle strutture in Bassa val di Cecina – ma occorrono approfondimenti per capire il problema. A noi sono giunte pochissime segnalazioni”. Sulle maledette palline blu i messaggi si moltiplicano anche sui social network. I commenti e chi racconta in prima persona alimentano la discussione piena di livore. Per non tacere che sulla spiaggia giocano i bambini piccoli. Facile comprendere quali pericoli corrono. No, servono provvedimenti urgenti, urlano i padroni dei cani. Così non è possibile andare avanti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
