Gioco
Film comizio, "Se l’avesse fatto il centrodestra saremmo già in galera"
Cecina, il capogruppo e segretario provinciale di Forza Italia Paolo Barabino interviene sulla proiezione del film "La trattativa" al liceo Fermi e attacca preside e 5 Stelle
CECINA. «L'accaduto è grave e sconcertante». Paolo Barabino non ci sta. E interviene senza mezze misure sulla vicenda del film proiettato due giorni fa. «Si crea una platea di ragazzi - precisa il capogruppo consiliare di Forza Italia - si proietta un film quantomeno discutibile e senza che la maggior parte dei medesimi -al pari dei genitori che li hanno autorizzati- sapesse quale film sarebbe stato proiettato, lo si fa passare per verità, si esortano i maggiorenni a non votare un determinato partito».
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Barabino è furioso e sottolinea che «se l'organizzazione fosse stata curata da un'associazione composta da membri di centrodestra, come minimo ci sarebbero già stati degli arresti! Tuttavia, non è questo l'obiettivo del mio intervento, ma quello di stigmatizzare simili comportamenti in seno ad una istituzione scolastica, a prescindere dal "colore" del messaggio trasmesso». Barabino, insomma, ci tiene a sottolineare la gravità del fatto in sé. Non solo, si interroga anche sulla congruità della proiezione del film di Sabina Guzzanti. «Viene infatti da chiedersi quale sia l'utilità di un tale film nel percorso formativo di uno studente di liceo - prosegue -, se la proiezione fosse inserita nel piano dell'offerta formativa della scuola e nella programmazione delle classi, se fosse coerente con il percorso didattico e con la materia di insegnamento della professoressa che ha curato l'iniziativa (e che insegna scienze), se i ragazzi fossero stati adeguatamente preparati, quali fossero gli obiettivi da perseguire».
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E ancora l’esponente del centrodestra sottolinea la singolarità del comportamento del preside. «Ancora viene da chiedersi - scrive Barabino - come abbia potuto il dirigente scolastico autorizzare un tale evento su richiesta di una associazione (Sim) sulla carta apolitica, ma composta da conosciuti esponenti del Movimento 5 Stelle (già la persona firmataria della richiesta e la professoressa di riferimento); il dirigente scolastico conosceva il programma dell'evento, sapeva che si sarebbe fatta propaganda politica, ha richiesto spiegazioni ai propri dipendenti, vuole rassicurare i genitori sul fatto che in futuro non si ripeteranno episodi simili? Ritengo che una spiegazione debba essere fornita pubblicamente, magari, come apicale dell'istituto, anche delle scuse ai genitori di quegli alunni e cittadini in genere che, come me, sono stati candidati nelle liste di Forza Italia e non sono affatto mafiosi».
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Barabino prosegue sottolineando come «la scuola non è luogo deputato alla propaganda politica ed ideologica. La scuola serve semmai per creare cittadini con una coscienza critica, capaci di ragionare con il loro cervello. Educare vuol dire fornire ai ragazzi mezzi e strumenti adeguati per fare scelte consapevoli, non indurre la scelta altrimenti la consapevolezza viene inevitabilmente meno!». Infine il consigliere di Forza Italia precisa: «Questo è il comportamento virtuoso e di rispetto verso i ragazzi che si aspettano i genitori da una istituzione scolastica, non la propaganda ideologica».
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