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"La Trattativa" a scuola, bufera sul liceo di Cecina. E il preside fa autocritica
Il liceo Fermi al centro delle proteste dei genitori dopo la proiezione del film di Sabina Guzzanti sulla trattativa Stato-mafia. A introdurre la visione i militanti Cinque Stelle. Il preside: «Nessuna volontà dottrinale»
CECINA. «A scuola si può sbagliare. E rimediare». Il preside Luigi Di Pietro allarga le braccia e ammette che quel film con comizio si poteva evitare. Il giorno dopo la proiezione del docufilm di Sabina Guzzanti “La Trattativa”, sul liceo Enrico Fermi scoppia la polemica. Studenti e genitori, rappresentanti del consiglio d’istituto e di classe chiamano in causa il preside e gli chiedono informazioni sul perché i ragazzi siano stati accolti al cinema Tirreno da un gruppo di attivisti di 5 Stelle e la proiezione del film si sia trasformata in propaganda politica. Se lo chiedono, tanto per semplificare, genitori di destra e di sinistra. Per il professor Di Pietro è stata una lunga mattinata di riunioni e ricevimenti.
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Cos’è successo, preside? «La richiesta - ci risponde il dirigente scolastico - mi era pervenuta da parte dell'associazione "Solidarietà in movimento" a febbraio. Con una circolare interna ho messo a conoscenza le classi quarte e quinte dell’iniziativa, a cui aderire o meno». Di Pietro sgombra il campo da equivoci. «Va esclusa assolutamente qualsiasi intenzionalità partitica, che deve essere sempre tenuta lontana quando si opera a nome della pubblica amministrazione. L'interesse della mia dirigenza è stato di favorire un percorso di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, che la scuola intende perseguire anche in altri momenti a cui chiameremo i nostri alunni».
Di Pietro difende però anche gli organizzatori: «Credo che nemmeno nelle loro intenzioni - dice - ci fosse una volontà "dottrinale"». E difende la professoressa Annalisa Caudullo, che all’interno della scuola ha tenuto le fila dell’evento promosso dall’associazione Solidarietà in movimento. «L’insegnante non c’entra - spiega il preside - abbiamo accolto la richiesta dell’associazione. Ammetto che non sono andato a vedere chi sono, mi hanno detto poi che sul loro sito ci sono continui rimandi ai 5 Stelle, ma io non posso verificare ogni cosa. E comunque il film è un documento interessante, oggetto di molte proiezioni nelle scuole di tutta Italia». Ma Di Pietro si scusa coi genitori, e lo farà a fine mattinata anche con una lettera in cui scrive: «Continuo a ritenere la scuola davvero il luogo in cui si può sbagliare e avere il tempo di correggersi e correggere perché non si finisce mai di imparare».
La proiezione del film di Sabina Guzzanti (come raccontano alcuni studenti e un’insegnante nell’articolo a fianco) ha riguardato un centinaio di ragazzi delle classi quarte e quinte, che venerdì mattina 13 marzo sono stati accompagnati alla multisala Tirreno. All'arrivo al cinema i ragazzi sono stati accolti da un gruppo di militanti grillini, tra cui il candidato sindaco alle comunali di Cecina Stefano Antonini. Ma i grillini non ci stanno e passano al contrattacco.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.11049840:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2015/03/15/news/la-nostra-e-un-associazione-apartitica-1.11049840]]«Ma quale comizio? - si infervora Antonini -: all’incontro, organizzato dall’associazione Sim (Solidarietà in movimento, ndr) erano stati invitati il sindaco e rappresentanti delle istituzioni. Non è colpa nostra se non si è presentato nessuno. Non abbiamo mai parlato di 5 Stelle, i ragazzi hanno visto il film e partecipato al dibattito, com’è successo in tantisisme scuole in tutta Italia. L’unica persona che ha parlato di voto, ma senza indicare mai nomi di partiti, non fa parte dei 5 Stelle. Ma siamo in democrazia, non vedo il problema».
Sul caso interviene anche la consigliera comunale grillina Rosanna Farinetti. «Nessun comizio, nessun simbolo, nessuna bandiera. Mai il nome del movimento 5 stelle - scrive Farinetti -. Il dibattito ha permesso ai ragazzi di confrontarsi spontaneamente e in modo democratico. Capiamo la difficoltà di accettare il successo dell'evento, dimostrato dagli oltre 50 commenti/domande rilasciati dai ragazzi all'uscita, ma i fatti dicono che gli studenti non hanno subito nessun indottrinamento, tantomeno hanno ricevuto indicazioni di voto contro un partito. Questo evento è stato indirizzato alle classi quarte e quinte liceo, proprio perché crediamo che abbiano già sviluppato un senso critico e la capacità di esprimere opinioni proprie».
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