Il Tirreno

Un fronte contro la cava anche il Pd chiude le porte

di Manolo Morandini
Un fronte contro la cava anche il Pd chiude le porte

San Vincenzo, preoccupano il transito dei camion e le ricadute dell’attività del progetto di riapertura del sito marmifero Broccatello della Gherardesca

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SAN VINCENZO. Un ordine del giorno della maggioranza Pd e una mozione della lista d’opposizione Assemblea Sanvincenzina. Entrambi sul progetto di riapertura della cava di marmo Broccatello della Gherardesca, 12 ettari all’interno di una proprietà di 106, dentro i confini amministrativi di Castagneto, ma con inevitabili riflessi su San Vincenzo. A cominciare dall’ipotesi della viabilità a servizio del sito estrattivo. Un percorso d’accesso alla cava che coinvolge le strade vicinali del Verdello e delle Rozze, la viabilità comunale di via Volta con lo sbocco sulla Sp 39 (Vecchia Aurelia), fino all’ingresso San Vincenzo Nord della Variante Aurelia.

Due documenti politici e un precedente atto amministrativo firmato dal dirigente dell’Area servizi per il territorio del 21 luglio 2014 in cui l’unico ostacolo al transito dei mezzi pesanti è la garanzia di una fideiussione per gli eventuali danni al manto stradale. Da un lato i consiglieri di Assemblea Sanvincenzina, contrari alla riapertura della cava, puntano a impegnare il Comune affinché richieda una conferenza dei servizi per verificare l’impatto del progetto. Dall’altro, invece, è destinato a far clamore la netta presa di posizione della maggioranza che di fatto segna uno scarto rispetto a quanto deciso dagli uffici di via Alliata in tema di viabilità.

A d approvare l’ordine del giorno del Pd è stato il direttivo del Circolo 8 marzo. «La discussione sulla questione cave del Broccatello della Gherardesca era stata affrontata anche in un direttivo precedente – dice il segretario Massimiliano Roventini –. Il Pd di San Vincenzo ha preso all’unanimità una posizione contraria alla riapertura della cava che interesserà anche il comune di San Vincenzo e non in modo marginale».

Roventini entra nel dettaglio delle motivazioni. «La contrarietà al passaggio dei camion di cava e di attività di cava sul territorio comunale, che interesserà il quartiere Acquaviva, le cui strade non sono idonee a sopportare il continuo transito di mezzi pesanti e che tale transito potrebbe peggiorare la qualità della vita dei residenti di quella zona e non solo». Inoltre, un no alla riapertura «perché si tratta di una attività invasiva che andrebbe a modificare in modo sostanziale il paesaggio e l’ambiente circostante di un territorio a vocazione turistica e quindi oltre al danno ambientale si verificherebbe un danno all’immagine turistica e una netta contraddizione alle politiche turistiche alle quali è vocato il nostro territorio».

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