Attenzione
Solvay, ecco il nuovo piano emergenze
La Prefettura dà l’ok, create tre aree con allerta diversa. Il Comune organizza incontri per informare i cittadini
ROSIGNANO. È stato approvato dalla Prefettura il piano emergenza esterna relativo alle attività della fabbrica Solvay e della Società italiana cloro. Al piano, con il quale viene organizzata la risposta di protezione civile per mitigare i danni di un eventuale incidente rilevante, hanno lavorato amministrazione, Arpat, vigili del fuoco, la Provincia e la stessa Solvay. Sono stati ipotizzati alcuni scenari in caso di fuga di cloro e ammoniaca, con l’individuazione di fette di territorio che sarebbero più o meno intensamente interessate a tali incidenti.
Territorio suddiviso in tre aree. «Quella di sicuro impatto ossia – come hanno spiegato ieri mattina il vice sindaco Daniele Donati, l’ingegnere Susanna Berti e Franco Setti rispettivamente responsabile e referente della Protezione civile di Rosignano – la zona che sicuramente viene interessata da fughe di cloro o ammoniaca». «Si tratta di aree tutte all’interno dello stabilimento – dice l’ingegner Berti – che in questi anni ha eseguito interventi per mitigare il rischio». A seguire il piano individua l’area di danno. In questa zona gli effetti negativi per una fuga di cloro potrebbero arrivare sino alla zona artigianale delle Morelline e in parte dell’abitato di via delle Pescine (con esclusione delle scuole primarie e medie in via Ernesto Solvay). Infine l’area di attenzione: questa riguarda tutto il territorio comunale. «In caso di incidente rilevante i cittadini che abitano lontano dalla fabbrica, pur non correndo rischi, potrebbero sentire odore di cloro e verrebbero comunque avvisati se non altro per non creare intralcio ai soccorsi». Meno preoccupante una eventuale fuga di ammoniaca «i cui effetti – dice Donati - non interesserebbero le zone abitate».
Tre i livelli di incidente previsti. Quello di primo livello che può essere fronteggiato con i mezzi e gli uomini messi a disposizione dallo stabilimento, circoscritto e limitato, potrebbe però essere percepito all’esterno ma senza rischi immediati. In questa fase deve essere informato il Prefetto e la protezione civile potrebbe informare la popolazione per non creare allarmismo. Incidente di secondo livello: evento incidentale (incendio, esplosione, fumi, rilasci o sversamenti di sostanze pericolose), avvertito dalla maggioranza della popolazione che pur sotto controllo possa far temere un aggravamento. In questo caso verrebbero attivate le procedure di sicurezza e informazione e la Solvay dovrà richiedere l’intervento di squadre esterne dei vigili del fuoco informando la Prefettura. Infine incidente di terzo livello: quello che per intensità ed estensione (tutti quegli eventi che possono dare origine esternamente allo stabilimento a valori di irraggiamento e tossicità elevati) può essere fronteggiato solo con mezzi e risorse superiori. In questo caso spetta a Solvay dare l’allarme anche attraverso l’attivazione della sirena dello stabilimento.
Informazioni ai cittadini Per informare la popolazione dei giusti comportamenti da attivare in caso di emergenza l’amministrazione ha previsto tre incontri. Il primo, giovedì 19 marzo della sala riunioni della Pubblica assistenza alle ore 17. Sono invitate le associazioni di volontariato che fanno parte della Protezione civile, nonché gli operatori commerciali e artigianali della zona delle Morelline. Venerdì 27 marzo ore 17 in piazza del mercato a Rosignano si terrà il secondo incontro rivolto soprattutto ai residenti della frazione. Infine martedì 31 marzo alle 17 l’informazione riguarderà i cittadini di Vada al Centro nautico. «Cittadini di Vada – ha precisato Franco Setti - interessati in particolare all’impianto Ineos». Al termine delle assemblee verrà rilasciato un opuscolo dove sono elencati i comportamenti corretti da tenere in caso scatti l’emergenza. «In questo caso – ha precisato Berti – la Protezione civile farà scattare il sistema di allertamento telefonico, comunicheremo avvisi via web, coinvolgeremo radio e televisioni locali e pensiamo anche di mettere in piedi un servizio staffetta».
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